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Aldo Claris Appiani, padre dell’avvocato Lorenzo barbaramente
ucciso il 9 aprile 2015 nel tribunale di Milano: «Si è concluso a
Brescia il processo sulla sicurezza del Tribunale di Milano, con l'assoluzione
piena della guardia giurata addetta al tunnel radiogeno, imputato di essersi
distratto e di aver fatto così passare l'arma di Giardiello (condannato all’ergastolo,
ndr). Le indagini e l'intero processo non hanno mostrato alcuna prova di ciò,
mentre hanno mostrato un desolante ed inquietante quadro di incompetenza,
negligenza e colpevole trascuratezza di tutti, ma proprio tutti, coloro che a
vario titolo, dal più alto grado al più basso, erano coinvolti nel funzionamento
del sistema sicurezza, che, è bene precisarlo, costa al contribuente 8Milioni euro/anno.
Anzi forse l'unico serio era proprio l'imputato. Attenzione qui non c'è mafia,
non c'è corruzione né malaffare o, se anche c'è, è marginale rispetto all'incapacità
di lavorare bene per la sicurezza di un luogo sensibile come un tribunale.
Questa è la dimostrazione che lo Stato non è in grado di gestire la sicurezza
di alcunché ed in definitiva la pacifica convivenza civile. Se un assassino
sceglie il tribunale per uccidere varie persone è perché sa di poterlo fare.
Questo è il far west e allora noi come nel far west ci dovremmo regolare? Caro
Lorenzo, tu che credevi nelle istituzioni e nella legalità perdona la rabbia che
mi porta a dire ciò che non avrei neanche pensato».