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Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Secondo la Scrittura, la vita dopo la morte (“risurrezione”; nel
linguaggio del versetto, “esistenza non corruttibile”, forse per noi meno
equivoco di “immortalità”) non è una sorta di dogma a sé stante, bensì coincide
con la fede in Dio stesso, vista nelle sue conseguenze per l'essere umano. Dio
è, di nome e di fatto, Colui che risuscita i morti. Ma come è possibile, oggi
(con tutto quanto sappiamo sull'essere umano e sul suo “spirito”, che ormai è
diventato materia cerebrale, “corruttibile” come tutto il resto), credere in
qualche modo in una nuova vita dopo la morte? Ebbene, almeno su un punto
bisogna dire che il pensiero biblico sa davvero qualcosa che anche la cultura
scientifica ripete sempre, ma che poi dimentica nei fatti: che cioè l'orizzonte
di quello che è reale non è riducibile a ciò che il cervello umano riesce a
rappresentarsi. Non è che con questo si sia “dimostrata” la vita eterna,
ovviamente. Si vuole solo indicare la direzione nella quale iniziare a
pensarla, nella fede». Alcuni stralci di una riflessione di Fulvio Ferrario, Pastore evangelico
