ilVicinato@ - Informazione dalla stampa locale - «La
Fornace della Ballerina, costruzione dalle grandi proporzioni, dall’armoniosa
fattura, “focus” visivo immediato della bella baia di Nisporto, merita davvero
di essere preservata dal crollo e restaurata a regola d’arte, per rispetto
della nostra storia elbana, delle persone che vi profusero denari ed energie e
per gli operai che vi lavorarono e permisero ai bastimenti di far conoscere
fuori dei confini isolani un prodotto tanto apprezzato. La produzione della
calce figurava infatti tra le attività economiche rilevanti del territorio,
come attesta un documento del 1865 conservato nell’Archivio storico di Rio e
meritoriamente riportato da Gloria Peria nel suo articolo “Le fornaci da calce
della terra di Rio”. L’architetta Fiorella Ramocogi, in un documento del
“Ministero per i beni e le attività culturali”, “Soprintendenza per i beni
ambientali, architettonici, artistici e storici per le provincie di Pisa,
Livorno, Lucca e Massa Carrara”, già il 3 giugno 2000, invocava un restauro “che deve essere demandato a tecnici
competenti anche e in maniera specifica di edificazioni per fornaci oltre ad
essere veri conoscitori della storia della fornace stessa. Si sottolinea la
fornace della ballerina quale edificio da vincolare come monumento di
archeologia industriale”. L’appello personale di Maria Gisella Catuogno e
del “Comitato Terra di Rio cultura e ambiente”, di cui fa parte, è quello di
invitare caldamente le istituzioni preposte, anzitutto la soprintendenza e il
comune di Rio, ad attivarsi con tutte le modalità possibili, a preservare
questo gioiello architettonico, sottraendolo all’ingiuria degli uomini e
all’oltraggio del tempo».
