giuseppe.coluccia@ - «L'elenco delle attività che
privatizzano gli spazi pubblici sono ormai molteplici, dai lettini e
ombrelloni, ai parcheggi, suoli pubblici per ristorazione e commercio, parchi
boe e gavitelli per piccola nautica, ecc. In poche parole è passata una
mentalità privatistica e mercantilistica, dove i beni, aggiungo anche i
servizi, basta guardare quelli sanitari, sono privatizzati, cioè solo vendibili
e non più ad uso e accesso gratuito, al solo scopo di metterli a profitto.
Questa mentalità odierna ha soppiantato il cosiddetto bene e interesse
pubblico, cioè un bene a disposizione di tutti, gratuito e di libero accesso e
agibilità. Ora non è che si voglia impedire l'iniziativa privata e soffocare la
proprietà privata, ma oggi siamo arrivati ad una eccessiva invadenza di questa,
spesso non regolamentata o
sproporzionata con il pubblico e qualche volta abusiva, illegale e prepotente,
con la conseguente scomparsa degli spazi e interessi pubblici. Si rischia di
pagare anche l'aria che si respira, di limitare una libertà di movimento e di
godimento di beni una volta disponibili e accessibili e oggi o interdetti o a
un pagamento eccessivo». (continua) Pino Coluccia
