lomarchetti@ - «Negli
anni 70-80 del '900 un noto simil-playboy frequentava i locali che in quegli
anni andavano alla moda, dalla Ginestra alle Acacie, da Ortano a Capo d'arco, e
lì tutto impomatato e in profumato dava l'immagine del latin lover sfoggiando un'auto
sportiva che tirava fuori dal garage solo in estate. Con l’aria del viveur abbordava
la bionda villeggiante di turno che poi, in bella mostra, avrebbe portato a
passeggiare sugli Spiazzi di Rio Marina. Agli invidiosi paesani, quindi, sfoggiava
l’affascinante conquista di turno. Si trattava di una bella ragazza che però,
dopo un il cocktail di rito al mitico Jolly del Procchieschi e una romantica cena
alla Canocchia, si apprestava a riconsegnare, sessualmente digiuno, ai di lei
amici e familiari. Il giorno dopo, tuttavia, ai compagni del bar avrebbe
raccontato per filo e per segno uno sfrenato atto d’amore consumato con la
sgargiante ragazza. Tutto, ovviamente, era frutto della sua innata creatività di
finto playboy. Insomma, per lui era meglio pote’ racconta’ che fotte!». Lorenzo M.
