6 settembre 2025

TU SEI MALATO DI ELEFANTIASI!

lomarchetti@ «Negli anno '60 I partiti, per lo più,  erano macchine organizzate ed erano strutturare quali strumenti a base democratica, dove i dirigenti, anche nella più piccola sezione (oggi circolo), in quella stanza invasa dal fumo delle sigarette, discutevano e votavano su ogni decisione grande o piccola che fosse… magari fino alle due di mattina. Nel nostro caso raccontiamo di una riunione del comitato direttivo del Pci di un piccolo paese che contava aggiornarti poco più di duemila abitanti. I compagni, dopo le recenti elezioni comunali, erano infastiditi non solo per la cocente sconfitta, ma perché il loro capogruppo dell’opposizione consiliare non perdeva occasione per mettersi in mostra, tant'è che in modo irrituale, firmava con tanto di nome e cognome i giornali murali affissi nella bacheca del partito. Il capogruppo, durante quella riunione, si candidò pure a segretario della sezione. A quel punto intervenne Tullio, uno storico militante, che l’apostrofò:  "Tu sei malato di elefantiasi". Un'accusa non certo riferita alla malattia infettiva parassitaria, tipica delle zone tropicali, ma per indicare la voglia di grandezza personale del  capogruppo.  Da allora, nel piccolo borgo,  il giudizio è rivolto come un’offesa a quanti nella vita politico-amministrativa usano ogni occasione per mettersi in mostra, e mette in ombra i propri collaboratori». Lorenzo M.