ilVicinato@ - Fonte notizia QuiNewsElba - «Dopo un iter legale iniziato nel luglio
dello scorso anno una donna toscana di sessantatré anni, affetta da una forma
severa di parkinsonismo degenerativo, è morta il 4 maggio nella sua casa, a seguito dell’autosomministrazione del
farmaco letale fornito, insieme alla strumentazione, dal Servizio sanitario
regionale. Ad assisterla nella procedura è stato il suo medico di fiducia, il
dottor Paolo Malacarne. Scrive l’associazione Luca Coscioni: “Per ottenere il
rispetto della propria volontà la 63enne ha dovuto intraprendere un lungo iter
legale iniziato con la prima richiesta alla Asl nel luglio 2025 e durato nove
mesi. L’azienda sanitaria inizialmente le aveva negato l’accesso al suicidio
medicalmente assistito, ritenendo insussistente il requisito del trattamento di
sostegno vitale anche se il parere del Comitato etico riconosceva la
sussistenza di tutti i requisiti. Solo dopo una diffida, un ricorso d’urgenza
presso il tribunale di Pisa e l’ulteriore aggravamento delle condizioni
cliniche, con il conseguente rifiuto della donna alla nutrizione artificiale,
la commissione dell’Asl ha riconosciuto la sussistenza di tutti i requisiti
previsti dalla Corte costituzionale”».
