Ø Elbanità significa mettere a reddito le risorse umane, naturali e culturali di cui questo lembo di terra è così ricco, e quindi dare agli isolani le stesse opportunità dei cittadini che vivono sulla terraferma.
Ø Elbanità vuole dire difendere e tutelare le autonomie e i poteri locali, quindi promuovere una concertazione di ampio respiro, sia istituzionale (livelli provinciali, regionali o ministeriali) sia sociale (associazioni imprenditoriali e dei lavoratori).
Ø Elbanità richiede amministratori locali che “fanno squadra”, in pratica solidali e coesi, con le idee chiare sull’avvenire dell’Isola, e quindi autorevoli, capaci e preparati, in altre parole in grado di confrontarsi con i diversi livelli istituzionali “senza il cappello in mano”.
Ø Elbanità esige un'unica cabina di regia amministrativa. Si può partire dalla comunità montana-unione dei comuni per poi giungere al comune unico e a nove municipi.
Ø Elbanità reclama un parco nazionale dell’arcipelago toscano che torni a funzionare e assuma una progettazione capace di legare l’ambiente ai problemi/valori socio-economici del territorio.
Ø Elbanità pretende un coordinamento degli strumenti della programmazione urbanistica ed economica per garantire all’Isola d’Elba uno sviluppo equilibrato e compatibile, vale a dire una crescita sostenibile, dove le necessità dello sviluppo devono rapportarsi con un ambiente tanto bello quanto delicato.
Ø Elbanità presuppone un nuovo “modello Elba”. Questo deve partire dagli elementi di forza (es. robusta risorsa ambientale, culturale e storica) e da quelli di debolezza (es. rischio di forte degrado dell'ambiente soprattutto per quanto riguarda le coste, la flora e la fauna) tipici del nostro comprensorio, e quindi individuare nuove strategie di intervento. Solo a titolo orientativo s’individuano: una ricettività diffusa legata alla cultura del territorio, dotando, in modo particolare le seconde case, di un marchio di qualità e di forme associative; un piccolo commercio attraverso un nuovo associazionismo “di scopo” e tramite i prodotti “di nicchia” cioè di qualità e/o tipici del luogo; un artigianato di produzione basato sulle risorse del territorio (es. minerali, la pesca ecc.), e dotato di un marchio di qualità.
Ø Elbanità reclama la soluzione degli ambiti più sensibili del territorio, in altre parole la dotazione di risorse idriche, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, i collegamenti stradali e marittimi, l’utilizzo della fascia costiera, i rischi di alluvione, di frane e di incendi.