5 febbraio 2008

L’AMBIENTALISMO DEL FARE AL CENTRO DELLA POLITICA RIFORMISTA E DEL FUTURO

marchetti.lorenzo@tiscali. - L'ambientalismo del fare è quell'ambientalismo propositivo che per il Partito Democratico deve essere una caratteristica strutturale che rompe con la dimensione conservatrice di certi “auto-custodi” della natura. Ambientalismo del fare perché tutelare l’ambiente non significa opporsi a tutto, ma vuol dire, ad esempio che gli impianti per il compostaggio dei rifiuti, come le centrali ad energia eolica, come le linee ferroviarie, come i tram sono necessari proprio per difendere l’ambiente. Per tutelare l’ambiente e i nostri territori, infatti, bisogna fare, cioè costruire tramvie e trasporti su ferro e via mare e non autostrade, riciclare i rifiuti e dotarsi di termovalorizzatori, recuperare i terreni agricoli e le tradizioni di quella particolare zona. Occorre, in definitiva, mettere l’ambiente al centro delle politiche per lo sviluppo, la sicurezza e il benessere dei territori; contrastare quindi quell’ambientalismo fatto di veti e di impedimenti: una concezione conservatrice ed egoista della natura. L’ambiente e lo sviluppo vanno di pari passo, perciò non concordo il presidente del PNAT quando afferma che “il concetto di sviluppo sostenibile è ormai superato” Per aggiungere: “c’è invece una deriva verso l’aspetto economico, ormai sembra che un parco debba prima di tutto occuparsi delle caciotte e delle soprassate che vengono prodotti al suo interno. E la conservazione del territorio è forse meno importante?” No, caro Tozzi io non sono d’accordo.