15 febbraio 2017

PD, VELTRONI: “Se la sinistra non accetterà la sfida del mondo nuovo, entrerà in una crisi irreversibile. Renzi non sia considerato l’avversario principale. Renzi dimostri maggiore capacità di inclusione e accoglienza delle diversità inevitabili in un grande partito”

ilVicinato@ - Fonte notizia l’unità.tv - Walter Veltroni in una intervista a Il Corriere della Sera: «Temo che la sinistra italiana stia facendo due errori in cui è incorsa più volte nella sua storia. Il primo: non capire l’apertura di una fase storica del tutto inedita per le conseguenze che ha sugli assetti sociali, sugli stati d’animo, sulle forme di sapere e di comunicare. È in corso una rivoluzione paragonabile a quella industriale. Allora si fondarono le città, si formarono le classi sociali. Oggi assistiamo a una rivoluzione tecnologica affascinante, seducente, ma che non genera lavoro; lo distrugge. Scompone le classi sociali. Riscrive l’esistenza umana sotto il segno della precarietà permanente. Un mondo nuovo, che la sinistra stenta a leggere, a capire nella sua inevitabile ambiguità. Torna ad avere atteggiamenti o catastrofici o zuzzurelloni. Se la sinistra non accetterà la sfida del mondo nuovo, entrerà in una crisi irreversibile (…) Quando leggo al fianco della parola Pd la parola scissione mi sale una grande angoscia. Per questo rivolgo a tutti i dirigenti del Pd una richiesta: fermatevi un minuto prima che questo avvenga (…) Bisogna riconoscere a Renzi di aver dato una scossa a un Paese fermo da troppo tempo. Quello che è mancato è il disegno d’insieme. La capacità di dire all’Italia dove si andava e sulla base di quali sistema di valori. La guida di un Paese non è mai solitaria; è la guida di una comunità. Tagliar fuori tutte le forme di rappresentanza sociale, dall’associazione magistrati ai sindacati, e presentarle come nemiche, è stato un errore (…) Mi piacerebbe da un lato che Renzi non fosse considerato l’avversario principale; dall’altro che Renzi dimostrasse maggiore capacità di inclusione e accoglienza delle diversità inevitabili in un grande partito».