ilVicinato@ - Fonte notizia l’unità.tv - Walter Veltroni in una intervista a Il
Corriere della Sera: «Temo che la sinistra italiana stia facendo due errori
in cui è incorsa più volte nella sua storia. Il primo: non capire l’apertura di
una fase storica del tutto inedita per le conseguenze che ha sugli assetti
sociali, sugli stati d’animo, sulle forme di sapere e di comunicare. È in corso
una rivoluzione paragonabile a quella industriale. Allora si fondarono le
città, si formarono le classi sociali. Oggi assistiamo a una rivoluzione
tecnologica affascinante, seducente, ma che non genera lavoro; lo distrugge.
Scompone le classi sociali. Riscrive l’esistenza umana sotto il segno della
precarietà permanente. Un mondo nuovo, che la sinistra stenta a leggere, a
capire nella sua inevitabile ambiguità. Torna ad avere atteggiamenti o
catastrofici o zuzzurelloni. Se la sinistra non accetterà la sfida del mondo
nuovo, entrerà in una crisi irreversibile (…) Quando leggo al fianco della
parola Pd la parola scissione mi sale una grande angoscia. Per questo rivolgo a
tutti i dirigenti del Pd una richiesta: fermatevi un minuto prima che questo
avvenga (…) Bisogna riconoscere a Renzi di aver dato una scossa a un Paese
fermo da troppo tempo. Quello che è mancato è il disegno d’insieme. La capacità
di dire all’Italia dove si andava e sulla base di quali sistema di valori. La
guida di un Paese non è mai solitaria; è la guida di una comunità. Tagliar
fuori tutte le forme di rappresentanza sociale, dall’associazione magistrati ai
sindacati, e presentarle come nemiche, è stato un errore (…) Mi piacerebbe da un lato che Renzi non
fosse considerato l’avversario principale; dall’altro che Renzi dimostrasse
maggiore capacità di inclusione e accoglienza delle diversità inevitabili in un
grande partito».
