ilVicinato@ - Fonte notizia iltirreno.gelocal.it - «Per
almeno quattro mesi, dall’ottobre 2015 al 10 febbraio dell’anno successivo, una
decina di infermiere che lavoravano nell’ospedale Villamarina di Piombino hanno
chattato, con una certa assiduità, all’interno di un gruppo WhatsApp che aveva
come argomento principale i decessi inspiegabili nel reparto di rianimazione. Una
chat parallela e segreta dove
le colleghe di Fausta Bonino si dicono sicure
come questa sia una professionista “seria e preparata” e che non potrebbe aver
iniettato dosi letali di anticoagulanti. Le infermiere si confrontano anche
sulle possibili cause dei decessi, dividendosi in due partiti: quello che
imputa le morti al caso e l’altro che invece non esclude la possibilità che si
tratti di un errore medico».
