11 febbraio 2017

STATUTA RIVI (sec. XIII): “I tempi e modi della giustizia amministrata dal Commissario, rappresentante del Signore di Piombino”

umbertocanovaro@ - Rubrica II “Del Offitio del Commissario”, 4° e ultima parte. In tutti questi nostri appuntamenti settimanali, non è mancata rubrica nella quale non sia stato citato il Commissario, cioè il rappresentante del Signore di Piombino e delle isole dell'Arcipelago,sul territorio di Rio. Dopo avere visto tempo fa il suo giuramento alla nomina, cui seguiva l'insediamento a palazzo, l'apertura del dibattimento,e l'ammissione del reato o la sua discolpa, e la contumacia, seguiamo adesso i tempi e modi della giustizia da lui amministrata: «Sia tenuto detto Commissario diffinire ogni lite si ventilasse dinanzi di lui [in]fra trenta giorni utili, se già per le parti non si facesse compositione o Compromesso; il qual tempo della compositione o compromesso non s'intenda essere compreso nel'instantia e non s'intenda utile; e non si possa allegare exceptione alcuna contra le domandite o libelli, pur (a meno che, nda)che non manchino delle soprascritte parti. Aggiungendo che il Commissario o altri di sua famiglia non possa comprare cose che si vendessero all'incanto, sotto pena di restituire la Robba c'havessero compro e di più di lire Cento (!!) applicati alla Cammera fiscale e il Commissario sia tenuto per tutti di sua famiglia. Né possa dicto Commissario fare commandamento (dare sentenza, nda) che passi lire cinque in Causa civile, salvo però i Commandamenti per le facende del signore Illustrissimo (cioè quelle che gli venivano da lui delegate, nda)e per cause di Tregue(cioè compromessi, nda), nelle quali per obviare alli scandoli sia lecito fare comandamento in quel modo e forma li parerà; e se fusse necessario mettere in Carcere qualunque recusasse fare detta tregua, ne relassarlo fin che non haverà fatto quello [che] è giusto, lo possi fare. Debba dicto Commissario ogni semestre pagare alla Comunità di Rio lire sei per un balestro o vero per accozzare le mura della Terra». Dedico questa nota all'amico Sergio Cignoni, scomparso nei giorni scorsi, che amava come me Rio Marina, Umberto Canovaro