ilvicinato@ - Fonte
Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Siamo abituati a
considerare questo mondo come decaduto in preda al disordine, lontano
dall'intento creativo di Dio. Guardiamo il mondo e lo vediamo nei suoi disagi e
conflitti. Non solo i catastrofisti, ma anche persone più realistiche e
scienziati ci raccontano del disfacimento del mondo della natura a causa dell'essere umano e non solo (…) Ma
il testo di Marco ci porta oltre. Se nell'essere umano si manifesta il figlio,
la figlia di Dio, il creato stesso non è preda delle leggi naturali, ma è
aiutato e consolato dall'essere umano.
Per questo è fondamentale tenersi lontani dai catastrofismi o dalla
concentrazione su facili soluzioni. Con la nostra azione responsabile noi
possiamo fronteggiare alcune derive della natura. Si tratta piuttosto di un
atteggiamento amichevole verso la nostra casa che è la terra. Nessuno ci ha
promesso che la terra durerà in eterno, ma per ora sapendo che ci si aspetta
molto da noi, accetteremo con riconoscenza il nostro compito di essere parte del
creato di Dio». Alcuni stralci di una riflessione di Erika
Tomassone, Pastora evangelica