umbertocanovaro@ - Appendice V parte 2a - Nella settimana scorsa abbiamo visto
in appendice la prima parte di una lettera del 1579 rivolta agli Anziani che in
considerazione della forte penuria di grano, si autorizzava a comprarne una
certa quantità dal canovaius (funzionario addetto ai granai pubblici). Ne
scorriamo il testo fino alla
conclusione: «Avvertendo li detti Antiani nella elettione dei canovai pigliare
da loro sicurtà idonee acciò vengha osservato quanto di sopra è detto, sotto
pena di essere tenuti del loro proprio et il Commissario possa et habbia
facultà di fare osservare l'ordine sopra detto et imporre pene e quelle
esequire tempo per tempo che vedera per difetto de canovai o d'altri patirsi di
pane alla piazza o tenersi i denari otiosi e senza rinvestirli in grano; et per
che cosi è mente Nostra,habbiamo comandato la presente sotto scritta di Nostra
propria mano et sigillato del Nostro solito Sigillo. Data in Scarlino li
XXIII di luglio 1579. Alessandro Aragona d'Appiano, Stefano Berti
Segretario». Il Commissario, che era il rappresentante del Signore nella terra
di Rio, aveva il compito quindi di vigilare che fosse scelto un canovaio corretto
che fornisse la farina e allo stesso
tempo reinvestisse in grano i denari ricevuti dagli anziani senza "tenerli
otiosi", cioè fermi, e se avesse ravvisato in qualche attore una
manchevolezza che potesse affamare ancora il popolo. non doveva esitare ad
adottare le maniere forti. Umberto Canovaro
