ilVicinato@ - Informazione da Marcello Camici sul giornale ElbaReport- «Negli anni della fondazione i
condannati ad una pena contribuirono a popolare Cosmopoli e a formarne la
popolazione: il primo tessuto sociale. Vennero a popolare la città di Cosimo in
seguito all’editto del 1556 emanato dal duca fiorentino con il quale a chi
andava ad abitare ”nella Terra di Ferraio“ veniva garantita la franchigia da
ogni pena e condanna ricevuta eccetto per “la condennazione di pena capitale e
della Galea”. L’editto fu rinnovato nel 1567. I forzati alla catena hanno contribuito
non solo all’accrescimento della popolazione di Cosmopoli ma anche alla sua
costruzione. Sono infatti stati
impiegati come manodopera, scarsa a reperire fra gli abitanti
dell’isola, manodopera per l’edilizia pubblica, per la costruzione di navi. Erano
tenuti alla catena nel bagno e di qui prelevati e condotti all’Arsenale delle
Galeazze e dovunque fossero richiesti sempre sotto il controllo delle guardie».
