ilVicinato@ - Informazione dalla stampa locale - Barbagli Valeria, Mancusi Mirco e Simoni Simonetta (ex assessori della giunta comunale dell'ex sindaco Corsini: «Terminata la scarica di
attacchi di questi giorni, è ora che ai tanti giuda rispondiamo noi, che siamo
rimasti leali al Sindaco, al voto ricevuto, e al gran lavoro fatto insieme
nell’interesse del paese. Che cosa si rimprovera al Sindaco? La mancanza di
comunicazione interna? L’autoritarismo? La mancanza di ascolto o di
coinvolgimento? Il decisionismo? L’essere stato la causa di dissidi interni tra
i componenti della maggioranza e tra i dipendenti? Noi, che abbiamo lavorato
insieme a lui, possiamo garantire che non è mai stato così. Il Sindaco è sempre
stato aperto al dialogo costruttivo; quando c’è stato bisogno di spiegazioni o
chiarimenti è stato il primo a fornirli. Certo, bastava chiederlo dimostrando
interesse a partecipare alla vita dell’amministrazione e disponibilità a
capire. Tutto ciò, insomma, che voi non avete avuto. Quando mai, salvo rarissime eccezioni e
quando addirittura non le avete boicottate, avete partecipato agli eventi, alle
inaugurazioni, alle feste, quando mai prima dei consigli comunali, salvo
rarissime eccezioni, avete mostrato non diciamo interesse, ma una semplice
conoscenza dei problemi? Quante volte avete cercato il dialogo col Sindaco o
con noialtri della giunta? Quando mai avete preso la parola in Consiglio
esprimendo un’opinione, o illustrando una delibera, o prendendo una qualche
posizione politica? Siete stati automi della manina alzata? Il Presidente del
Consiglio, che aveva la delega al bilancio, quando doveva fare la relazione
sulle delibere di sua competenza, si limitava al compitino di leggere l’appunto
preparato dagli uffici. La delegata al
patrimonio pretendeva di far valere la delega per mettere bocca sulle cose
minimali, ma è stata latitante sulle vere questioni patrimoniali del Comune (e
ce n’erano: il Villaggio Paese, il federalismo demaniale, la trattativa con la
Prefettura per il canone della nuova Caserma CC, la vendita dei beni,
l’assegnazione dei voltoni...). Il Sindaco si è sobbarcato la gran parte del
lavoro, anche amministrativo in aiuto degli uffici, sopperendo alle vostre
assenze e alle vostre carenze, e mai si è tirato indietro dal risolvere i
problemi. Abbiamo lavorato anni in mezzo a condizioni difficilissime, con gli
uffici in sofferenza e con i disagi della pandemia, portando a casa risultati
enormi in tutto il territorio, e voi che fate? Criticate ciò che è stato fatto
e lamentate quello non fatto? Ma dove eravate? Quale è stato (o, evidentemente,
non è stato) il vostro contributo? Attribuite al carattere del Sindaco le
tribolazioni nei rapporti personali, ma dite un sacco di bugie ed evidentemente
non siete in buona fede. Avete il pessimo gusto di strumentalizzare ai vostri
fini la memoria di Tino Mondellini, ma fate finta di non sapere che restituì le
deleghe non per dissapori con il Sindaco, ma per contrasti con altre figure
della giunta, che il Sindaco – per il dovuto rispetto dei ruoli – non poteva
all’epoca smentire. Ma, forse, aveva ragione Tino Mondellini. L’assessore
Battaglia, invisa al territorio che si vantava di rappresentare, si dimise
dalla sera alla mattina per mai chiariti motivi “personali e politici”, ma in
realtà era in perenne contrapposizione con altro assessore, di cui pretendeva
la rimozione. Al vicesindaco Fortunati
le deleghe vennero revocate perché tramava per far cadere il suo Sindaco con la
vile manovra che voi stessi avete perpetrato, e con l’appoggio del Presidente
del Consiglio comunale. Che oggi si lamenta, perché dopo non è stato chiamato
lui a fare il vicesindaco. Lui, proprio lui, che fino al giorno prima era stato
fra i congiurati, e che non poteva certo reclamare una fiducia che mai –
nemmeno dopo – avrebbe meritato. Mattia Gemelli ricorda la sua “storia
politica”. La storia che conosciamo noi non è da vantarsi: prima nel PD, poi in
Italia Viva. Tentato da Canovaro, poi schierato con noi, poi aspirante
congiurato per conto della minoranza, poi di nuovo in maggioranza, poi fuori
dalla maggioranza però disposto a votare con essa, poi dimissionario a scoppio
ritardato. Se della politica si apprezza la coerenza… Caro Mattia Gemelli,
visto che ti compiaci di citare i classici, ti suggeriamo noi quella più adatta
a te; è l’invocazione dell’Oracolo di Delfi cara a Socrate, Conosci te stesso.
E una volta che ti sei conosciuto, traine le conseguenze. Abbiamo dovuto
confrontarci con gli uffici senza la stabile presenza di un Segretario
Comunale. Uno, mandato a Rio grazie ai rapporti personali del Sindaco con il
Ministero, venne controvoglia e appena poté se ne andò per ragioni personali;
un’altra dovette scappare spaventata dagli intrighi e dalle inimicizie tra il
personale. Dite oggi che eravate all’oscuro di tutto, ma non è vero. Se però
davvero fatti e motivi non sono conosciuti è perché voi siete stati più assenti
che presenti, anzi, quasi sempre assenti. Alle riunioni di maggioranza
convocate dalla capogruppo ogni volta che lo riteneva necessario (e la
capogruppo è una di quelle che si lamentano delle poche occasioni di dialogo)
rarissimi sono stati i momenti di dissenso. Emblematica la vicenda del porto
turistico (come del piano strutturale e di tante altre cose): nata sin dal
2019, comunicata in tutte le salse, dopo ben quattro anni vi siete accorti che
non vi piaceva; lasciamo stare il merito, è possibile dire di non essere stati
informati? Di non essere stati coinvolti? Indifferenti per anni, ma sempre
pronti a “cascare dal pero”. E comunque, non truccate le carte: la questione
porto era chiusa da tempo, e come avete voluto voi, non è questa la causa del
tradimento. È stato un problema il carattere del Sindaco? A noi non è pesato
perché abbiamo lavorato in armonia con lui. E anche con voi abbiamo cercato il
dialogo, ma la maggioranza di voi, attanagliata dai sospetti, si è (soprattutto
da ultimo, quando ce n’era più bisogno) sottratta. Troppo decisionista il
Sindaco? Un Sindaco deve decidere. E meno male, perché senza le decisioni prese
nulla si sarebbe fatto. E se si fosse aspettato voi, nulla si sarebbe fatto. E parliamo delle dimissioni. Il 27 dicembre
c’è stata – convocata apposta – una riunione di maggioranza per comprendere in
un confronto tra noi se il vostro mal di pancia era tale da non consentirvi di
arrivare a fine mandato. Ed è stata una verifica democratica, che chiedeva
franchezza e leale impegno. A parte una, che se ne è andata prima, tutti avete
assicurato appoggio fino alla fine, con la promessa che ogni ulteriore
decisione importante avrebbe dovuto essere oggetto di confronto. Il risultato
quale è stato? Che pochi giorni più tardi, dopo aver flirtato con la minoranza
davanti agli occhi di tutti, il Presidente del Consiglio è uscito dalla
maggioranza e poco dopo vi siete dimessi di soppiatto, senza dire una parola,
senza comunicare che avevate cambiato idea. Insomma… un tradimento in pieno stile, un atto
indegno. Vi assicuriamo, per la quantità di messaggi e di attestati di
solidarietà che riceviamo, che la gente è disgustata da questi comportamenti,
dei quali – a soli quattro mesi dalle elezioni – non capisce il motivo. E che
non ci siano motivi validi lo capite anche voi che siete presi dall’ansia di
fornire spiegazioni, e vi adoperate a darne di postume, forzate e poco
credibili. Non dite le bugie…. non gettate fango… non calunniate. Ottenete
l’effetto opposto a quello che sperate. Se non eravate d’accordo con noi perché
non aspettare pochissimi mesi? La democrazia, quella che voi invocate senza
saperne il significato, vuole che il confronto avvenga nelle urne, che lo
decida la gente e non una misera congiura da quattro soldi. Pagherete le
conseguenze di questo atto irresponsabile, ma purtroppo le sta già pagando il
paese».