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- Fonte notizia Toscana
Notizie - La Toscana
disegna l’architettura della nuova assistenza socio-sanitaria territoriale che
andrà a regime nei prossimi tre anni. Lo ha fatto nel dicembre scorso la giunta
regionale approvando una delibera con i nuovi indirizzi e le linee
programmatiche che le aziende sanitarie dovranno recepire nei prossimi quattro mesi.
«La riforma si basa sull’integrazione e il potenziamento delle cure
domiciliari, sullo sviluppo della sanità di iniziativa (percorsi per gestire
meglio le malattie croniche) e la presa in carico sul territorio, anzitutto dei
soggetti più fragili e degli anziani, Case di comunità, ospedali di comunità e
centrali operative territoriali sono i tre pilastri che la sostengono. L’idea è
quella di mettere cittadini e comunità al centro del sistema con i servizi di
comunità in un rinnovato modello toscano di integrazione sociosanitaria e socio
assistenziale.
CASE, OSPEDALI DI
COMUNITÀ E CENTRALI OPERATIVE
Il
cittadino continuerà ad accedere al sistema rivolgendosi al medico o al
pediatra di famiglia, alle case di comunità o al punto unico di accesso,
attraverso il segretariato sociale o ai punti insieme, ai consultori e ai
servizi della salute mentale delle dipendenze, ai centri servizi e ai centri
per le famiglie. La novità è costituita dalle centrali operative territoriali –
37 in tutta la Toscana, più di una per zona distretto che sono ventotto, un
medico e cinque infermieri in servizio in ognuna, aperte dodici ore al giorno
per sei giorni alla settimana, una a turno anche la notte e la domenica – e che
funzioneranno come una sorta di cabina di regia smistando percorsi e bisogni in
base alle esigenze del cittadino. Con la
riforma nasceranno le case di comunità, da 70 a 77 in tutta la regione. Vi
dovranno necessariamente trovare casa non solo specialisti di base ma anche
medici di famiglia, pediatri, infermieri di comunità e assistenti sociali.
Offriranno assistenza in raccordo con la rete ospedaliera. E nasceranno anche
gli ospedali di comunità, per le cure intermedie di persone fragili o anziane o
con patologie croniche che necessitano di interventi a bassa intensità, se non
trattabili a domicilio. Ci sarà almeno un ospedale di comunità in ogni zona
distretto o per società della salute, con circa venti posti letto ogni 50 mila
abitanti.
L’EMERGENZA URGENZA
Oggi
in Toscana, rispetto ad altre regioni, ci sono molte più ambulanze sul
territorio con medico a bordo anziché mezzi con soli infermieri come avviene
altrove. L’attuale rete dell’emergenza conta sull’intero territorio regionale
(dati al 30 giugno 2022, una media sulle 24 ore) 46 automediche, 32,5 ambulanze
con medico a bordo e 39,5 con infermiere: in tutto 118 mezzi di soccorso
avanzato (a cui si aggiungono, in supporto, altri 170 mezzi in disponibilità
con equipaggi di soli soccorritori). Con la riorganizzazione potrebbero
diventare 123,5 i mezzi di soccorso avanzato con personale sanitario a bordo a
disposizione ogni giorno (naturalmente si tratta ancora di una media sulle 24
ore): 51,5 automediche, 9,5 medicalizzate, 62,5 con infermiere (ed altri 176
con equipaggio di soli soccorritori a supporto del 118). Il medico non scompare
ma si muoverà con l’automedica ed affiancherà le ambulanze a seconda delle
necessità.
LA RIORGANIZZAZIONE
DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
Alla
riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale garantito dalle
guardie mediche si affiancherà l’istituzione del nuovo numero unico 116117, che
la Toscana è una delle prime ad introdurre e da chiamare per esigenze sanitarie
non urgenti. Attualmente il ricorso al servizio di guardia medica è molto
variabile. La maggior richiesta di prestazioni si concentra dalle 20 alle 24 (e
molte meno da mezzanotte alle otto di mattina, durante cui i casi si risolvono
prevalentemente tramite consiglio telefonico). La riorganizzazione prevede il
mantenimento del servizio su tutto il territorio regionale nei giorni
prefestivi e festivi dalle 8 alle 24 e dalle 20 alle 24 nei giorni feriali,
garantendo dopo mezzanotte una modalità di servizi rimodulata. Attraverso il coordinamento delle chiamate
effettuato dal 116117 sarà garantita ovunque l’erogazione delle prestazioni
sanitarie appropriate, mentre saranno opportunamente filtrate le richieste non sanitarie.
In alcune aree geografiche rimarrà in ogni caso attivo anche il servizio di
continuità assistenziale notturno (dopo le 24): in quei territori dove più
numerose sono le chiamate, dove i collegamenti sono più complicati oppure dove
operano case di comunità principali, anche nelle aree dove i flussi turistici
determinano un grosso incremento della popolazione rispetto ai pochi residenti.
LA RIORGANIZZAZIONE DI
CUP E PRONTO SOCCORSO
Si
riorganizzano i Cup, i centri unici di prenotazione, con potenziamento in
parallelo dei canali on line. Saranno riorganizzati anche i pronto soccorso. I
piccoli ospedali saranno valorizzati, ritagliando su ciascuno di loro una
specializzazione. Sarà rafforzata la rete dei consultori e poi ancora al via la
cartella sanitaria unica, con sistemi informatici che fino ad oggi non hanno
dialogato tra loro spostati su una stessa piattaforma, e un sistema informativo
territoriale ulteriormente evoluto. La sanità toscana diventerà anche più
digitale. L’intero sistema, da qui a tre anni, dovrà andare a regime».
