lomarchetti@ - «Le
truppe coloniali alleate formate da soldati senegalesi e algerini e inquadrati
ufficiali còrsi, mettono piede sulla spiaggia di Fonza a Marina di Campo, sono
le ore 4.00 del mattino di sabato 17 giugno 1944. Ha inizio ottanta anni fa
l'Operazione Brassard che liberò l’Isola d’Elba dall'occupazione tedesca undici
mesi prima del resto d’Italia. A quei soldati, in precedenza allo sbarco,
furono date droghe e alcol e ciò provocò in loro uno stato euforico ma anche confusionale.
Moltissimi, mentre scendevano a terra, furono falcidiati da cannoni, mitraglie,
mine disseminate sull'arenile dai tedeschi. A loro però fu permesso di
saccheggiare i paesi occupati e abbandonarsi a violenze e stupri nei confronti
della popolazione. Secondo i rapporti ufficiali, almeno duecento donne furono stuprate e
i soldati coloniali commisero tante atrocità pure nei confronti di uomini
giovani e anziani, si racconta di ruberie, saccheggi, requisizioni di bestiame.
Pertanto, a differenza di ciò che avvenne sulla costa livornese, da Suvereto a
Cecina, da Rosignano a Livorno, dove gli alleati cacciarono i nazifascisti e la
liberazione fu veramente una festa di gioia nonostante le ristrettezze della
guerra, all’Isola la fine del conflitto fu un incubo. A Rio Marina alle 13.40 di
quel 17 giugno un aereo inglese bombardò in località Santa Filomena la villa dell'ex
podestà Giuseppe Canovaro, ritenendo che fosse un presidio militare tedesco. Restarono
uccisi: l'ex podestà di anni 69, Canovaro Ida di anni 38, Candellini Angiola di
anni 62, Giannoni Gian Carlo di anni 9, Giannoni Fiorella di anni 3, Giannoni
Giuseppe di anni 43, Lunghi Giuseppina di anni 40, Mellini Lina di anni 16,
Specos Adelaide di anni 59. Lunedì 19 alle ore 14,30 entrarono a Rio Marina le
truppe francesi del 4^ reggimento dei
tiratori senegalesi al comando del colonnello Carion della 9^ divisione di
fanteria coloniale; alle 15.00 il drappello francese entrò nella sede comunale
e nominò quale sindaco Giuseppe Carletti (Tonietto) ultimo sindaco eletto dai cittadini prima
del fascismo; alle 15.30 nella grotta dell'Assunta o di San Giuseppe,
venne uccisa da una raffica di mitraglia
Eneide Carletti di 28 anni (nella foto); alle 17.20 in località Capo
Pero fu ucciso per evento di guerra il marittimo riese Giuseppe Silvietti di 44 anni. Martedì 20 I
tedeschi superstiti s'imbarcarono da Cavo alla volta di Piombino: la battaglia dell'Isola
d’Elba era finita. Il bilancio dell'Operazione Brassard, però, è assai pesante: i
francesi persero quasi 1.000 uomini; i tedeschi lasciano sul campo circa 700
soldati e oltre 2.000 di loro furono fatti prigionieri; gli elbani contano
altre vittime, distruzioni, violenze. La guerra è sempre una tragedia!». Lorenzo M.
