11 gennaio 2025

IL MORTO CON LE SCARPE

lomarchetti@ «All'epoca costumava morire in casa, ai defunti era fatta la veglia notturna e il cadavere era vestito di tutto punto, comprese le scarpe. Oggi mi soffermo su quest'ultimo particolare: il morto con le scarpe. Della veglia notturna, invece, ne parlerò in un’altra occasione. Calzare il defunto era una pratica dettata dalla superstizione: quelle scarpe, infatti, avrebbero consentito all'anima del defunto raggiungere agevolmente l'aldilà, ma non solo, esporre il cadavere del proprio congiunto senza scarpe era segno di povertà economica di quella famiglia. Tuttavia all’epoca, siamo negli anni ’30 del novecento, non era facile a casa possedere un paio di scarpe lucide e del numero giusto. Così, quando morì il babbo, Vittorio andò alla bottega di Carlo il calzolaio e scelse un bel paio di scarpe nere. Sì, erano proprio belle, ma come pagarle? Soldi in casa non ce n’erano e la miseria si tagliava a fette, però quelle scarpe ci volevano. E allora, cos'è il genio? È fantasia, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione. Così Vittorio, senza far sapere a chi erano destinate quelle scarpe, disse al calzolaio: “Carlo, ora i soldi non li ho, te le pago quando te le porto per risolarle!”… e Carlo attese invano sia la risolatura sia i soldi». Lorenzo M.