7 aprile 2025

L’ANARCHICO AL MONARCHICO: “E tu che ci facevi in mezzo a tutta quella feccia?”

lomarchetti@ «Quel piccolo negozio al mercato era diventato il ritrovo dei fedeli di casa Savoia. A loro bruciava il risultato del referendum istituzionale del ‘46: l'Italia era una repubblica e in paese la monarchia aveva preso 784 voti contro (34,16%) contro i 1.511 (65,84%) della repubblica. Loro tuttavia non si rassegnavano. Così come non si rassegnava il Malatesta, chiamato in questo modo per la sua fede anarchica, a vedere radunato quel manipolo di nostalgici della monarchia sabauda che tanti lutti avevano provocato al popolo. Il Malatesta ogni mattina passava davanti a quel negozio, si affacciava alla porta e urlava: "Abbasso la monarchia, viva la libertà", e poi, per evitare di scambiare una parola con “quegli inutili”, s'infilava nel forno del Mercantelli, dove comprava il pane per la famiglia. Quella mattina, però, udì che il capo della congrega raccontava: “Alla riunione a Castagneto c’era il conte della Gherardesca, il marchese Ricasoli e il conte D'Amelio in rappresentanza della casa reale, insomma, eravamo fra di noi!”. All’affermazione “fra di noi” il nostro Malatesta non riuscì a trattenersi e urlò: “E tu che ci facevi, spiantato che non sei altro, in mezzo a tutta quella feccia?”. I monarchici rimasero ammutoliti e il Malatesta, come liberato da un peso, se ne andò a comprare il pane». Lorenzo M.