3 maggio 2025

LA CORSA PARIGINA SUGLI SPIAZZI, LUIGIONE SENZA SCOMPORSI LO GUARDÒ E DISSE: “Non sei Pecorino, mi parevi lui”

lomarchetti@ «In quel paese di minatori e marinai capitavano i "forestieri", questi erano capiservizio della società mineraria, impiegati delle poste, della dogana e della banca, o agenti delle forze dell’ordine. In quel paese, allora come oggi, o rimanevi simpatico e allora diventi loro amico, oppure, se fiutano che avevi la puzza sotto il naso, t'isolavano e scaricano senza troppi complimenti. E per costoro erano riservate due penalità: la “sacchettata di bottino” e la “la corsa parigina”. La prima consisteva in un sacco di iuta, riempito di liquame che i giovanotti lanciavano sul malcapitato da sopra l’Archi, cioè il viadotto in muratura che fino agli anni '50 tagliava in due il paese su cui passavano i vagoni che dalla laveria trasportavano il minerale di ferro nel recinto. La corsa parigina, invece, consisteva nell’andare di slancio dietro una persona e con una mano sul collo e l'altra sulle natiche, spingere il prescelto per qualche decina di metri. Si dice che un giorno alcuni bontemponi fossero su una panchina degli Spiazzi, quando uno di loro adocchiò un passante gracile e mingherlino, e disse: “Guardate, passa Pecorino (l'aveva già soprannominato così a causa della somiglianza con quell'animale). Che disgusto! Ma chi si crede d’esse? Se fosse alto poveri noi”. Mario aggiunse: “Tutto lui e gli altri nulla!”. Luigione che era un omone alto quasi due metri e pesava oltre centoventi chili, commentò: “Ora lo aggiusto io, stamani in banca m’ha domandato chi ero e da dove venivo. Pensate, l’ha chiesto a me che qui ci sono nato e ci vivo! L’ha chiesto lui che chissà da dove viene”. Luigione nell’attimo prese la rincorsa, afferrò da dietro l’uomo il quale non riusciva nemmeno a mettere i piedi a terra, e urlando: “Pecorino, pecorinaccio, ora ti metto a posto io”, giunsero fino a dove la terrazza degli Spiazzi si congiunge con il molo. Qui Luigione mollò la presa e lo sventurato si voltò col volto bianco cadaverico. Luigione, senza scomporsi, lo guardò e disse: “Non sei Pecorino, mi parevi lui”. Quell’uomo era un rappresentante di commercio, insomma un “viaggiatore”, che si guardò bene da rimettere piede il quel "pericoloso" paese di minatori e marinai». Lorenzo M.