pd.rio@ - «Nei
giorni successivi alla chiusura della Sp26, famiglie e imprese si sono
mobilitate. Hanno chiesto non solo di essere informate correttamente, ma anche
di essere coinvolte nella valutazione del rischio e della sicurezza del
territorio. Alcuni hanno costituito il Comitato “Noi Rio” e attivato una chat
per confrontarsi. Hanno portato al centro dell’attenzione il bisogno di
partecipazione attiva della comunità. In molte realtà italiane, i comuni hanno
approvato statuti e regolamenti per forme strutturate di partecipazione civica:
consigli di quartiere, consulte tematiche, bilanci partecipativi, regolamenti
per l’amministrazione condivisa dei beni comuni. Qui, invece, registriamo
inaccettabili ritardi. È tempo di liberare energie e valorizzare le capacità
del nostro territorio: la sfida è riconoscere e integrare tutte le
intelligenze, anche quelle finora lontane o deluse, coinvolgendole pienamente
nelle decisioni che disegneranno il futuro della nostra comunità. Per fare un
esempio concreto: non basta il project financing per recuperare i Voltoni. Sarebbe
stato necessario, fin dall’inizio, un percorso di partecipazione estesa,
coinvolgendo cittadini e giovani per definire insieme gli obiettivi strategici,
non solo urbanistici, ma soprattutto culturali». Fabrizio Ania, segretario del circolo Pd di Rio
