pd.rio@
«Ve lo confesso: non mi sarei mai aspettato da parte del sindaco Marco Corsini
tanta pubblicità gratuita alla pagina Facebook “Fabrizio e Valentina”. Ebbene
sì, in un comunicato di ieri che allego,
la cita per cinque volte. Si chiede: “ma perché se vuole fare
comunicazione politica, non si apre un profilo ad hoc?”. Tanta pubblicità
merita una risposta: vede, sindaco, per me la politica passa dall’amore per mia moglie Valentina, per mia
figlia Virginia, dai miei amici. Tanto, di tutto questo, è qui raccontato. I
valori a cui credo ed anche le mie fragilità, alle quali sono legato. Mi creda,
non ho bisogno di un profilo ad hoc da “politico”. Lei dedica la sua
"prolusione" quasi interamente alla competenza che la norma dà al
sindaco in fatto di nomine negli enti e nelle partecipate. Lei parla di
“legittimità”. Io parlo di “trasparenza”. Sono due cose diverse: la prima
riguarda il rispetto formale della norma. La seconda riguarda il coinvolgimento
dei suoi cittadini riesi. Già, il valore della partecipazione dei cittadini e
delle commissioni partecipative: cavallo di battaglia della sua campagna
elettorale, rimasto ai blocchi di partenza. Sa bene che alla domanda che ho
posto, poteva rispondere in due righe.
Di contro, liquida in una battuta ciò che la legge prevede: il sindaco
opera sulla base degli indirizzi del consiglio comunale (art. 50, c. 8, TUEL).
Scrive: “che nel caso di specie il consiglio comunale dettò nel 2020”. Troppo
poco. Ci sarà modo di prendere visione dell'atto citato. Ci sarà anche modo di
tornare sulle ragioni che spinsero l’opposizione a presentare la mozione nel
consiglio comunale del 22 ottobre 2023. Ma veniamo al tema della trasparenza
nella buona amministrazione, che secondo lei avrei invocato a sproposito. Vede,
Sindaco, la trasparenza della pubblica amministrazione non si esaurisce con la
"pubblicazione del decreto sindacale di nomina sul sito del comune".
Quando ci si riferisce alle nomine negli enti e nelle partecipate, assume una dimensione
ben più ampia. Significa rendere visibili i criteri di selezione pubblica, le
motivazioni alla base delle scelte, le procedure adottate, le pari opportunità
di partecipazione e altro. Questo vale per coloro che ritengono di avere le
competenze richieste. In moltissimi comuni – ma non a Rio – queste prassi
consentono ai cittadini di capire perché certe persone vengono nominate dai
sindaci. Consentono di capire anche come sono valutati i requisiti. Mi sorgono
due domande: ritiene davvero che un avviso pubblico sul CdA del Parco minerario
avrebbe messo in discussione la competenza che le affida la norma? Non sarebbe
stato piuttosto lo strumento per rafforzare la trasparenza delle sue nomine e,
di conseguenza, del suo operato? Peccato che non abbia raccolto seriamente il
confronto, preferendo occuparsi di “Fabrizio e Valentina”, immaginandomi con le
"vesti strappate"». Fabrizio
Ania, segretario del circolo Pd di Rio
