30 gennaio 2026

I SOPRANNOMI AFFIBBIATI DA ROSANGELA: “DA MUSO CIATTO, ALL’USURPATORE, A CAIFASSO”

lomarchetti@ - «Rosangela era un’amica di mia nonna molto brava nell’affibbiare i soprannomi, in modo particolare alle persone che non le piacevano. Nell’assegnazione seguiva dei criteri molto rigidi: partiva dai difetti fisici, così c’era Muso ciatto, una donna con un volto non sporgente e quindi piatto, c’era Damigiana senza collo era una donna bassa e grassa con la stesa attaccata al corpo, il Moretto del Vaccari, invece, era un uomo scuro di carnagione con un baffetto nero che compariva sulle confezioni di una nota pasta dell’epoca. Un altro criterio di Rosangela era riferito ai bisogni del corpo, così troviamo Fame dopo cena, era un uomo mai sazio di quello che mangiava. C’era pure quel tizio che si era impossessato di beni altrui con l’inganno, che lei aveva battezzato l’Usurpatore. Il suo capolavoro, però, era il soprannome affibbiato a un uomo burbero e da lei giudicato molto cattivo e spietato: Caifasso, emulato da Caifa (nell’immagine) il sommo sacerdote e capo del sinedrio che fece arrestare Gesù e ne chiese la morte in croce. Proviamo ora a immaginare un racconto della nostra vecchia signora: “L’altro giorno ero pe’ la via di Rio e venivo da te, quando non ti vado a incontra’ Muso ciatto e Damigiana senza collo, chissà dove andavano a getta’ l’ovo quelle due capaci di tutto. Dalla finestra s’è affacciato Fame dopo cena, che per quanta voce aveva ha urlato alla moglie di rientra’ presto perché lui doveva mangia’. Poi vado più avanti e ho visto l’Usurpatore che veniva giù insieme al Moretto del Vaccari, allora per non incontrarli ho dovuto attraversa’ la strada ma so’ cascata dalla padella alla brace, perché da dietro un albero è spuntato quel maledetto di Caifasso che ma dato una sguerciatura che, se poteva mi fulminava, ma io da sotto il grembiule l’ho preso a picce di corne”. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.