ilVicinato@ - Fonte notizia QuiNewsElba - «Dopo
il caso di Niscemi l’Italia torna a fare i conti con frane e smottamenti.
L'ordine dei geologi della Toscana traccia un quadro sul rischio idrogeologico
della regione. Spiega Marcello Brugioni, presidente dell’ordine dei geologi: "In
Toscana ci sono numerose frane attive e
aree potenzialmente instabili, diffuse più o meno in tutti i versanti, sia
nella parte appenninica che nei rilievi del centro e del sud della regione.
Tuttavia esiste un livello di conoscenza sulla distribuzione e sulla tipologia
di questi fenomeni (sono circa 90mila le frane censite) che è uno dei più
approfonditi in assoluto. La regione ha attivato da alcuni anni un sistema di
monitoraggio satellitare che consente, per talune tipologie di frane simili a
quella di Niscemi, di percepire eventuali movimenti. Infine, autorità e regione
stanno operando congiuntamente per cercare anche di individuare le aree in cui
è maggiore la possibilità d’innesco delle cosiddette frane di neoformazione,
ovvero quelle che si verificano improvvisamente in conseguenza degli eventi
estremamente intensi e concentrati, come ad esempio quello del 2023"».
