lomarchetti@ - «Lei
viveva nell'appartamento ereditato dai genitori, e siccome viveva in condizioni
economiche ristrette, non aveva né stufa né televisione, così la sera dopocena,
andava a veglia da una conoscente altolocata, dove insieme con altre coetanee,
fra un pettegolezzo e l’altro, chiacchieravano del più e del meno. Una sera la
loro attenzione cadde sulla pulizia dei piedi che per loro, persone anziane,
era molto problematica. Ognuna disse come procedeva, chi si arrangiava come
poteva, chi con l’aiuto della figlia o della nipote. La comare altolocata disse
che le veniva in aiuto la signora Marasca. La nostra amica, incuriosita, le
chiese quanto le veniva a costare quel servigio: “Ma nemmeno tanto, ogni volta
le do 5mila lire”, rispose la signora. Per la nostra protagonista, invece, quella
cifra era troppo alta, e pensò: “Io mi ci comprerei un chilo di carne!”. Le uscì
quindi un mugugno di disprezzo. Insomma, come se avesse detto: “A chi tanto e a
chi nulla!”. Dalle amiche partirono degli sguardi di disappunto e lei, dopo
attimo di smarrimento, disse: “Come se dicessimo 5cento lire a dito”, e
soddisfatta di come l’aveva rimediata, tirò un sospiro di sollievo. Larga
la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
