lomarchetti@
- «La figlia della sua vicina di casa era
convolata a nozze e lei aveva assistito al matrimonio, sparaguardando tutto e
tutti, raccogliendo ogni minimo aspetto che poi, con novizia di particolari,
avrebbe riferito alla sua cara amica. Non c’è dato sapere perché quest’ultima,
seppure curiosa com’era, non si fosse accertata di persona né dello svolgimento
della cerimonia né dei preparativi prima e dopo l’evento… ma tanto c’era Pina che
le avrebbe riportato tutto per filo e per segno, insomma, meglio che andare al
cinematografo. E l’amica fidata non si fece desiderare. Così, non appena desinato,
Pina si recò a casa di Velia e cominciò il resoconto: com’era addobbata la
chiesa, com’era vestita la sposa, chi erano i testimoni e i paggetti, chi si
era commosso, chi addirittura piangeva, insomma, lei riferì tutto quello che
aveva visto. Poi, Velia le chiese altri particolari, e volle sapere perfino
dove i due colombi andavano in viaggio di nozze, qui però cadde l’asino, perché
la destinazione dei due colombi era Courmayeur, Chamonix e Mont Blanc, tutti nomi
che Pina non seppe pronunziare e allora se la cavò dicendo: “Sono posti che
hanno nomi scalabrosi”. Larga la foglia,
stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
