ilVicinato@ - Fonte
notizia ElbaReport - «Grande attenzione dei presenti nella Sala Consiliare di
Portoferraio per seguire le argomentazioni della prof.ssa Chiara Favilli
(Università Firenze) e del prof. Marco Ambra (Anpi Elba) circa la vera natura
della cosiddetta 'riforma Nordio'. Nessun miglioramento reale della giustizia è
atteso (come ammesso anche dal governo), né sui tempi lunghi dei processi né
sugli eventuali danni dovuti ai possibili errori giudiziari; la posta in gioco
è il controllo dei giudici da parte del potere politico, primo passo di un
percorso da completare poi col premierato e lo svuotamento del parlamento. Infatti,
anche volendo formalizzare la divisione delle carriere, la si potrebbe ottenere
senza indebolire, sdoppiandolo, il CSM (in Francia è così) e senza istituire
anomali procedure come il sorteggio (truccato, con il gruppo coeso dei politici
e casuale dei togati) per la composizione degli organi come se i magistrati,
diversamente da altre categorie non fossero in grado di autogovernarsi
scientemente. La reale posta in gioco col referendum del 22 è 23 marzo è di indebolire il ruolo di argine agli abusi di
potere che la magistratura italiana ha finora avuto nel rispetto del dettato
costituzionale».
