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- Fonte
notizia ElbaPress – Alcuni stralci di una lunga lettera di un ciittadino:
«oggi il quadro normativo in materia di sicurezza marittima è profondamente
cambiato e attribuisce al comandante una responsabilità diretta, personale e
non delegabile (…) È inutile e dannos, pertanto, affermare “ai miei tempi si
partiva lo stesso” perché significa ignorare un sistema che impone standard
molto più severi. Se la sospensione della corsa è imposta da condizioni
meteomarine avverse o esigenze di sicurezza documentate, manca l’elemento
soggettivo del dolo. La cultura della sicurezza oggi prevale su quella
dell’”eroismo” (…) Il Codice della
Navigazione e le normative internazionali, impongono procedure rigorose e
tracciabili nella valutazione del rischio meteomarino. La decisione di partire
o meno non è più una scelta “di pancia” o legata a pressioni commerciali. Una
partenza in condizioni non sicure può comportare responsabilità civili, penali
e disciplinari».
