lomarchetti@ - «In
quel paese c’erano due sezioni elettorali, composte in base alla prima lettera del
cognome di ogni elettore, maschio o femmina che fosse. Il caso volle che nella
sezione n°1 vincesse sempre la Dc e invece la n°2 fosse ad appannaggio dell’alleanza
Pci-Psi. Così era stato per la Costituente e le prime comunali (1946), per le politiche
(1948) e le ultime comunali (1951). Poi la legge cambiò e la composizione dei
seggi di votazione fu stabilita in base allo stradario in cui era diviso il
comune. La campagna elettorale del 1956 per il rinnovo del consiglio comunale,
fu molto vivace e partecipata, le discussioni in piazza, in particolare, ma non
solo lì, rischiarono la rissa in più di un’occasione. Intanto, dalle sedi dei
partiti, gli esperti spulciando le liste degli elettori, garantivano che la
vittoria era loro. Lui, comunista di antica fede, a casa aveva una vecchia
bandiera rossa con falce e martello, era tenuta come una reliquia, ripiegata
con cura, custodita in camera, dentro il canterale e imballata con la naftalina.
Finalmente arrivò il tanto atteso il 28 maggio, giorno degli scrutini, lui per
scaramanzia lasciò il suo cimelio in custodia della moglie. Poi si recò in
municipio dov’era il seggio n°1, qui, dopo uno snervante tira e molla fra le
due formazioni, inaspettatamente, quella di sinistra ottenne più voti dell’avversaria.
Il nostro uomo, fece rapidamente un ragionamento: “Se in
quella che è sempre stata la roccaforte della Dc abbiamo vinto, nell’altro
seggio che è sempre stato nostro, allora è fatta, abbiamo vinto. Uscì di corsa,
e prima di andare nel palazzo delle scuole, sede della sezione n°2, passò sotto
la sua abitazione e per quanta voce aveva, urlò alla moglie: “Annina, stira la
bandiera!”. Tuttavia è risaputo che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Nessuno aveva informato il nostro compagno della riorganizzazione dei seggi
elettorali, perciò la sua delusione fu ancora più grande. Per sventolare la sua
bandiera dovette aspettare il 15 giugno 1975 quando fu eletto sindaco Vazio
Colli, suo compagno di partito. Tuttavia il detto “Annina, stira la bandiera!”
è rimasto in voga per tanti anni, compresa la mia generazione, per indicare una
sconfitta elettorale non prevista. Larga
la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
