21 marzo 2026

ANNINA, STIRA LA BANDIERA!

lomarchetti@ - «In quel paese c’erano due sezioni elettorali, composte in base alla prima lettera del cognome di ogni elettore, maschio o femmina che fosse. Il caso volle che nella sezione n°1 vincesse sempre la Dc e invece la n°2 fosse ad appannaggio dell’alleanza Pci-Psi. Così era stato per la Costituente e le prime comunali (1946), per le politiche (1948) e le ultime comunali (1951). Poi la legge cambiò e la composizione dei seggi di votazione fu stabilita in base allo stradario in cui era diviso il comune. La campagna elettorale del 1956 per il rinnovo del consiglio comunale, fu molto vivace e partecipata, le discussioni in piazza, in particolare, ma non solo lì, rischiarono la rissa in più di un’occasione. Intanto, dalle sedi dei partiti, gli esperti spulciando le liste degli elettori, garantivano che la vittoria era loro. Lui, comunista di antica fede, a casa aveva una vecchia bandiera rossa con falce e martello, era tenuta come una reliquia, ripiegata con cura, custodita in camera, dentro il canterale e imballata con la naftalina. Finalmente arrivò il tanto atteso il 28 maggio, giorno degli scrutini, lui per scaramanzia lasciò il suo cimelio in custodia della moglie. Poi si recò in municipio dov’era il seggio n°1, qui, dopo uno snervante tira e molla fra le due formazioni, inaspettatamente, quella di sinistra ottenne più voti dell’avversaria. Il nostro uomo, fece rapidamente un ragionamento: “Se in quella che è sempre stata la roccaforte della Dc abbiamo vinto, nell’altro seggio che è sempre stato nostro, allora è fatta, abbiamo vinto. Uscì di corsa, e prima di andare nel palazzo delle scuole, sede della sezione n°2, passò sotto la sua abitazione e per quanta voce aveva, urlò alla moglie: “Annina, stira la bandiera!”. Tuttavia è risaputo che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Nessuno aveva informato il nostro compagno della riorganizzazione dei seggi elettorali, perciò la sua delusione fu ancora più grande. Per sventolare la sua bandiera dovette aspettare il 15 giugno 1975 quando fu eletto sindaco Vazio Colli, suo compagno di partito. Tuttavia il detto “Annina, stira la bandiera!” è rimasto in voga per tanti anni, compresa la mia generazione, per indicare una sconfitta elettorale non prevista. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.