lomarchetti@
- «Siamo agli inizi degli anni ’70 sulla
corriera del Lorenzi (il pullman di linea, ndr) e due inseparabili coniugi
stanno andando a Portoferraio, negli uffici della Mutua per rinnovare il
libretto sanitario. Giunti a San Felo, cioè verso Porto Azzurro, il marito
chiede alla moglie se gli dà i documenti perché deve controllare una data. La
donna risponde: “Tutti i fogli li hai presi te, perché ora li chiedi a me?”.
L’uomo di rimando: “No. Hai preso tutto te, erano nella prima cantera della
comoda (nel cassetto del comò, ndr), guarda meglio dentro la borsa”. “C’è poco da guarda’, sì ho preso la busta
gialla, ma l’ho messa sul tavolino di cucina, poi ti ho detto di portarla te”, affermò
risentita la moglie al marito il quale finì: “A me non hai detto nulla e se hai
parlato piano, come fai di solito, sai che sono sordo. I documenti li potevi piglia’
te, invece di giretta’ per la casa”. Insomma, i due giunsero a Portoferraio e
non poterono rinnovare il libretto sanitario. Scesi dal pullman non gli rimase
altro che prendere un caffè al bar Massimo e aspettare la prossima corriera per
Rio. Da allora quando andiamo fuori paese per svolgere qualche pratica Liria mi
dice: “L’hai presi i fogli? Non faremo mica come quei due sul pullman?”. Larga la foglia, stretta la via dite la
vostra che ho detto la mia…».
Lorenzo M.
