1 aprile 2026

ALLORA PORTAMI UN CHILO DI TESSERE!

lomarchetti@ - «Siamo nel luglio 1970 in un’osteria di paese. Qualche giorno prima è morto Amedeo Bordiga, lo storico leader della sinistra comunista, e un suo seguace accusa che il funerale si è svolto nell'indifferenza dei dirigenti nazionali del partito (PCd’I) che lui aveva fondato nel 1921 a Livorno. Il nostro bordighiano si rivolge con il dito indice puntato verso il segretario della locale sezione del Pci: “Vi dovete vergognare, l'avete messo in una bara di casciolelle (cassette della frutta)”. E pronunciò la frase in modo alquanto alterato, proprio per rafforzare la sua condanna. Nel paese, infatti, c’era all’epoca un gruppo d’opinione, che si autodefiniva "internazionalista", critico verso la natura economica e sociale dell'Unione sovietica, un dissenso avverso pure alla conduzione della locale sezione comunista (troppo socialdemocratica!) e verso i dirigenti del sindacato dei minatori (troppo accomodante verso la direzione delle miniere!). Un militante del Pci, presente alla discussione, si rivolse urlando  al bordighiano: "Che compagno sei, te che non hai la tessera. Insomma, non sei nemmeno iscritto al partito!". “Ah no? E allora portami un chilo di tessere”. Ribatté l’altro. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo Marchetti