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- Fonte notizia stampa provinciale - «Un 30enne, autore di una
truffa con la tecnica del “finto carabiniere”, è stato arrestato dai
carabinieri in flagranza. Questi, nel corso di un servizio di controllo svolto
in abiti civili, hanno notato un giovane che, nell’uscire da un condominio del
centro di Livorno, metteva una busta in una borsa che portava a tracolla. I
militari, insospettiti, hanno deciso di seguirlo. L’auto guidata dall’uomo è
stata fermata con il supporto di una pattuglia dei carabinieri di Migliarino.
La perquisizione ha permesso di accertare aveva con sé 5mila euro in contanti e
oltre 300 grammi di monili in oro con un valore di mercato stimato in circa
40mila euro. Intanto la vittima della truffa è andato alla stazione dei carabinieri
dove ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da un uomo che si era
presentato come un carabiniere riferendogli che avevano arrestato due persone a
bordo della macchina di suo figlio a seguito di un furto presso una gioielleria
del centro cittadino, e ha precisato che un terzo uomo era scappato e dalle
telecamere era stato riconosciuto quale suo figlio. Il finto carabiniere, ha
preannunciato un controllo ai gioielli in suo possesso per verificare una corrispondenza
con la refurtiva della gioielleria. Circa dieci minuti dopo, un uomo si è
presentato alla porta dell’anziano chiedendo di mostrargli i gioielli in suo
possesso e il denaro, poiché doveva accertare anche la serie delle banconote.
Il sedicente carabiniere dopo aver preso sia i gioielli sia il denaro contante,
si è allontanato riferendo che avrebbe dovuto confrontare le foto dei gioielli
per escluderli dalla refurtiva e verificare le serie delle banconote. Non
vedendolo più tornare, l’anziano ha capito di essere stato vittima di truffa,
perciò ha contattato i parenti e, nel volgere di un paio d’ore, è stato
chiamato dai veri carabinieri».
