9 maggio 2026

FAMMI IL VERBALE ED IO DICO A TUA MOGLIE CHE QUESTA MATTINA TI HO VISTO MENTRE USCIVI DALLA CASA DELLA TUA AMANTE

lomarchetti@ - «Un giovane piaggese si era trasferito in un altro paese dell’Isola, e qui, grazie al suo carattere socievole, in poco tempo aveva fatto amicizia con tutti, compreso un carabiniere della locale stazione che per comodità chiameremo Vittorio. Il nostro paesano, per rispetto della privacy, lo chiameremo Matteo, un nome assunto dagli evangelisti, quindi, lo avremmo potuto chiamare anche Luca o Marco. Ebbene, una sera Matteo era nel bar e faceva una scopetta con altri amici,ma mentre la partita a carte aveva un esito incerto, il risultato era molto risicato, il carabiniere Antonio entrò nella sala da gioco e, fra la fitta cortina fumogena provocata dal fumo delle sigarette, si rivolse al nostro Matteo con tono repertorio: “Togli subito l’automobile di lì, se no ti faccio la contravvenzione, perché, come al solito, l’hai posteggiata a cazzo di cane!”. Il nostro paesano, non si scompose, e con tono altrettanto fermo, rispose: “No, non fammi la multa, fammi il verbale! Sì, fammi il verbale ed io dico a tua moglie che questa mattina alle 12.40 ti ho visto mentre uscivi dalla casa della tua ganza (amante, ndr)”. Nella sala calò un silenzio di tomba, finché Gigi non si sgangherò in una fragorosa risata che contaminò tutti i commensali, escluso ovviamente il carabiniere. Non è dato sapere se il verbale fu fatto o cadde nell’oblio della dimenticanza, però si dice che Vittorio, oramai in pensione, continui a vivere felicemente con la moglie. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.