13 maggio 2026

IL VECCHIO SOCIALISTA ANTICLERICALE: “Si vede che ora sta molto meglio, perché quando era in vita non vedeva un cazzo!”

lomarchetti@ - «Lui si era trasferito con la famiglia da un paese della Toscana a Rio Marina che all’epoca era economicamente un centro florido grazie all’industria mineraria e alla marineria. Era un bravo ebanista, d’idee socialiste e anticlericali, come costumava all’epoca. Tant’è che a nessuno dei quattro figli, due femmine e altrettanti maschi, aveva dato nomi di santi. Durante il ventennio fascista, teneva la sua tessera del partito socialista, nascosta al banco da falegname, lui diceva che era lì inchiodata, e lì rimase fino al giorno della liberazione. Poi morì la moglie Giulia, e lui ogni lunedì, giorno del mercato settimanale, comprava un mazzo di fiori che poi nel pomeriggio portava sulla tomba dell’adorata moglie. Un giorno, comprati i fiori, attraversò la passerella sulla valle, detta "il ponte di Bindo", per dirigersi al cimitero della Chiusa, e lì incontrò Adino l'infermiere, il quale gli chiese dove stesse andando con questi bei fiori. Lui rispose: “Li portò a Giulia, quando era in vita, i fiori le piacevano tanto”. “Fate bene a portarglieli – rispose l’infermiere – perché lei vi vede”. A quel punto prevalse l’uomo anticlericale che con l'accento toscano,mai perso, così commentò: “Si vede che ora sta molto meglio, perché quando era in vita non vedeva un cazzo!». Lorenzo M.