30 maggio 2026

ISOLA D’ELBA, QUESTO ERA IL PCI

lomarchetti@ - «Siamo alla metà degli anni ’70 in un ristorante delle Ghiaie di Portoferraio, è riunito il congresso del Pci dell’Isola d’Elba. Dopo i saluti di pragmatica della Cgil, dei compagni socialisti e delle associazioni di categoria, assume la presidenza Vezio Colli, neo sindaco di Rio Elba. Il presidente propone i nomi dei membri la commissione verifica dei poteri e di quella elettorale, e siccome ci sono tanti argomenti da trattare, propone che ogni intervento si tenga entro gli otto minuti. I delegati approvano. Poi, per la relazione introduttiva, prende la parola  Fabrizio Antonini, segretario di zona. Dopo di che si apre il dibattito. Tutti si attengono scrupolosamente ai tempi stabiliti, compreso Athos Caprilli, il che è tutto un dire. Ci fu però chi partì da lontano, e più precisamente dal senato dell’antica Roma, per poi giungere all’Italia dei comuni. Quando la clessidra stava per esaurirsi, il presidente suonò la campanella, ma l’oratore chiese un po' di pazienza perché stava per avviarsi alle conclusioni. Al che Vezio gli tolse la parola: “Compagno Francesco, sei ancora allo sbarco di Garibaldi a Marsala, prima che tu giunga ai giorni nostri, fa buio!”. L’oratore spazientito e offeso scaraventò i fogli del suo intervento sul banco della presidenza, e ammutolito si sedette nei posti riservati ai delegati. Pensate lui, per scrivere quell’intervento, aveva passato tutta la notte in bianco. Questo era il Pci.». Lorenzo M.