ilVicinato@ - Fonte notizia stampa locale - «Cara Lara, ti scrivo pubblicamente, anche se mi
basterebbe alzare il volume della voce da casa perché tu mi sentissi, perché,
ora che è stata scritta questa brutta pagina di storia della nostra città,
voglio esprimerti tutta la mia solidarietà e la stima per come hai affrontato
questa triste vicenda. Ieri ero in sala consiliare, i nostri sguardi, quelli di
due amici e vicini di casa, si sono incontrati più volte sotto l'attenta
osservazione inquisitoria di alcuni consiglieri di maggioranza. Si sono
incrociati perché non era possibile, anche solo con uno sguardo, non provare a
darti forza di fronte ad una mortificazione come quella che stavi subendo. In
questi giorni ho pensato, ho anche sperato che non sarebbero arrivati a tanto.
L'ho sperato io che sto dall'altra parte della barricata, mi domando perché non
l'abbiano pensato e messo in pratica quei consiglieri che con te hanno fatto
finora questo percorso intenso. Ieri sei arrivata in consiglio sorprendendo
tutti. Ti sei messa al tuo posto, quello di Presidente e, nonostante le
provocazioni e la grave scorrettezza di non averti permesso di fare le tue
comunicazioni anticipando a maggioranza il punto della tua esclusione, hai
svolto fino in fondo il tuo ruolo con una dignità che, mi sia permesso dirlo,
non c'è stata in chi ti ha meschinamente pugnalato. Abbiamo visto tutti il tuo
sguardo, i tuoi occhi pieni di lacrime mentre ti veniva riconosciuto, solo dai
tuoi avversari in consiglio comunale, il rispetto e la dignità che hai
meritato. Non uno dei consiglieri di maggioranza, che oggi pubblicano un
articolo sulla stampa per difendere il capo, ha avuto il coraggio di alzarsi in
piedi e dire “perché” votava quella mozione. Il capogruppo (chissà se ti avrà
almeno chiamata in questi giorni per svolgere il suo ruolo) si è limitato a
leggere la mozione, senza una parola in più. Tutti zitti, con lo sguardo basso
e nascosto in uno smartphone nel quale parevano rifugiarsi, pronti a eseguire
la sentenza di condanna sotto l'attenta supervisione del vicino. Solo chi era
presente ha visto che gli stessi consiglieri, dopo la mozione, hanno avuto
anche la faccia di chiederti di sedere con loro. Anche lì hai dato loro una
lezione di dignità, scegliendo di sederti nei banchi intermedi, al di fuori
degli altri gruppi consiliari. Come ha detto Zini alla maggioranza “vi
giudicheranno i cittadini di Portoferraio”. Presto, molto presto». Massimo Scelza, segretario del circolo Pd
di Portoferraio
