lomarchetti@ - «Sono
andato al bar e, appoggiato al bancone, c'è il sindaco che parla amabilmente
con alcune persone. Mi avvicino e saluto. Il “nostro sindaco” ha il tablet a
portata di mano, dove annota le segnalazioni dei paesani ai quali assicura che l'indomani,
di buon’ora, le avrebbe girate agli uffici comunali competenti e "mi
raccomando se fra qualche giorno non si è mossa faglia, datemene notizia, tanto
sapete dove trovarmi”. Io segnalo al primo cittadino che nei pressi della mia
abitazione c'è una perdita dell'acquedotto, lui mi ringrazia, prende il
telefonino chiama l'Asa e comunica il danno, aggiungendo che se questo non sarà
riparato entro 24 ore, lui metterà un'ordinanza. Una signora, dopo avere
sorbito il suo te, si rivolge al sindaco segnalando che la sua strada non è spazzata
da alcuni giorni. Il sindaco telefona a Esa e dice che il ripetersi di tale
disservizio lo costringe ad applicare la sanzione nei riguardi dell'azienda. Eppure,
io e la signora abbiamo denunciato due disservizi di altri enti, ricordo un
altro amministratore che mi disse: “E lo dici a me? Telefona ad Asa. Cosa c'entra
il comune?”. Forse il mio sindaco è differente!». Lorenzo M.
