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- Fonte notizia stampa locale - «Trovarsi
a fine turno, in divisa, dopo una giornata estenuante di servizio comandato
sulla terraferma, e dover “mercanteggiare” un posto sul traghetto con l’addetto
di una biglietteria privata perché il sistema informatico è bloccato
dall’overbooking (sovra prenotazione, ndr) turistico. È questa la realtà
mortificante che troppe volte si trovano a vivere i carabinieri in servizio
all’Isola d’Elba, in particolare sulla tratta Piombino-Portoferraio. Un
servizio d’istituto che si tratti di adempimenti giudiziari, indagini o
traduzioni ha orari per natura imprevedibili. Non si può pianificare il rientro
con la certezza di una gita domenicale, né si può pretendere che una pattuglia
prenoti lo spazio per il mezzo con giorni di anticipo. Il risultato? Con l’arrivo
dell’alta stagione e il picco dei flussi turistici, i militari si trovano
bloccati sulla banchina del porto di Piombino, costretti a lunghe attese in
attesa che si liberi un posto per poter rientrare in caserma. Ogni ora che una
pattuglia trascorre ferma al porto di Piombino è un’ora in meno di presidio e
di controllo del territorio sottratta alla comunità elbana. Per questo motivo,
Unarma (Associazione sindacale carabinieri) Toscana lancia un appello accorato
e urgente alle Istituzioni, in primis alla Regione Toscana e alla Prefettura di
Livorno. Chiediamo un intervento strutturale dove possa essere garantito
l’obbligo per le compagnie di garantire una quota minima di flessibilità
(almeno uno o due stalli vettura) in ogni singola corsa, riservata esclusivamente
ai mezzi delle forze dell’ordine in servizio e ai mezzi di soccorso».
