1 giugno 2026

SAN PIERO IN CAMPO, GIAN MARIO GENTINIPROPONE CHE IL PNAT ACQUISTI UNA CAVA STORICA DEL GRANITO ELBANO PER FINALITÀ CULTURALI, SCIENTIFICHE, DIDATTICHE E CONSERVATIVE

ilVicinato@ - Fonte notizia stampa locale - «Gian Mario Gentini, presidente del circolo culturale Le Macinelle di San Piero in Campo, ha scritto una lettera aperta al neo presidente del presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano dove gli propone che tale ente di compiere “una scelta lungimirante: acquisire la piccola cava residua ancora esistente e destinarla alla realizzazione di una cava storica del granito elbano, con finalità esclusivamente culturali, scientifiche, didattiche e conservative. La cava potrebbe inoltre trasformarsi in un Laboratorio Permanente della Pietra, aperto a scuole, ricercatori, studiosi e visitatori, dove documentare la memoria dei cavatori, conservare gli strumenti storici, tramandare le tecniche tradizionali di lavorazione e promuovere attività dedicate alla geologia, alla storia del lavoro e alla cultura materiale dell’Isola”. Gentini, profondo conoscitore della storia e dell’economia del versante occidentale dell’Elba, informa in neo presidente piovuto da Terricciola su quello che è: “uno dei patrimoni più significativi dell’Isola d’Elba: il granito di San Piero e la memoria degli uomini che per secoli lo hanno estratto e lavorato. Le antiche cave di granito non sono soltanto un elemento del paesaggio, ma una straordinaria testimonianza di lavoro, conoscenza tecnica, cultura materiale e rapporto tra uomo e ambiente. Generazioni di cavatori e scalpellini hanno modellato queste montagne, lasciando un’eredità che rischia oggi di scomparire insieme agli ultimi depositari di quei saperi. Il granito elbano ha contribuito alla realizzazione di opere monumentali che appartengono al patrimonio culturale europeo. Tradizioni, studi e testimonianze storiche lo collegano al Pantheon di Roma, alla Cattedrale di Aquisgrana, alla Cattedrale di Pisa, alla grande vasca del Giardino di Boboli e alla Colonna dell’Abbondanza di Firenze”».