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- Fonte notizia stampa locale - «“Annunciamo ufficialmente che il prossimo anno
ci concederemo un anno sabbatico”. Il direttore artistico dell’Elba Book
Festival, Marco Belli, lo ha detto durante l’inaugurazione della kermesse
letteraria che per 12 edizioni ha animato il comune di Rio nell’Elba prima e,
dalla riunificazione con Rio Marina, l’intero territorio di Rio. Un festival
che ha navigato, per riprendere il tema di quest’anno, tra radici, luoghi,
vuoto, fatica, meraviglia, mappe, attenzione e chiavi di volta, solo alcuni dei
concetti a cui si è “approdati in questi anni, temi che hanno raccontato il
presente, ma anche la nostra storia”. E non è un caso, ricorda sempre Belli nel
suo intervento, se “i media nazionali ed europei e gli operatori culturali
hanno iniziato a riconoscere Elba Book Festival come il festival dell’editoria
dell’Isola d’Elba”. “Siamo riusciti - rivendica - a portare il nome di Rio in
giro per l’Italia. Siamo riusciti a immaginare e incentivare una nuova forma di
turismo culturale che ha avuto ricadute economiche importanti sul tessuto
territoriale. Abbiamo dimostrato che la nostra manifestazione è un
moltiplicatore virtuoso di risorse pubbliche”. Ora è tempo di riflessioni, di
prendersi il giusto tempo, “un tempo necessario, un tempo per realizzare
impegni rimasti in sospeso, per recuperare le energie, per guardare con occhi
lucidi i dodici anni percorsi”. Per gli ideatori del festival, mantenere i
risultati raggiunti negli anni non è più sufficiente. Il livello dell'evento si
mantiene alto, ma lo sviluppo si è fermato mentre l'ambizione è quella di
alzare ancora l'asticella. “Credo che per tutti - sottolinea Belli - ci sia
bisogno di una pausa: per noi, ma anche per il territorio. I libri ci insegnano
che ogni storia ha bisogno di pause, di respiri e di silenzi. Questo sarà il
nostro”».
