15 settembre 2026

MARINAIO DI RIO: CONDIZIONI INACCETTABILI...

lomarchetti@ - «Lui era un marittimo che non aveva né moglie né figli, pertanto quando aveva pensato a se stesso era a posto con tutti. Per anni aveva navigato a lungo corso girando tutti i porti del mondo: dall’Europa alla Russia, dalle Americhe all’Africa, dalla Cina all’Australia. In ogni porto cercava ottimo cibo, vino e donne a volontà. Passati i cinquant’anni, però, era stato assunto da Toremar, la società che gestisce i collegamenti tra il continente e le isole di Toscana. La sua vita divenne più tranquilla: meno donne e meno liquori, ma non rinunciò a un buon bicchiere di vino e alla buona cucina, anche perché, oltre a essere un’ottima forchetta, faceva una magnifica figura dietro i fornelli. Un giorno, mentre il Planasia era fuori Palmaiola, ebbe un malessere, e il comandante del traghetto e i suoi compagni di lavoro gli consigliarono di sottoporsi a una visita medica. Lui che non amava i dottori, accettò di buon grado e si presentò in ambulatorio con tutte le analisi del sangue e dell’urina. Il medico, inforcati gli occhiali, esaminò i responsi dei laboratori, poi gli misurò la pressione, auscultò il cuore e i polmoni, infine sentenziò: “Caro lei, se vuole raggiungere la pensione deve smettere di fumare e bere, deve limitare al massimo di mangiare carne, pesce, uova, formaggi, zucchero, miele, marmellate, dolciumi, torte, biscotti e merendine confezionate”. Lui squadrò il medico da capo a piedi e poi disse: Dottore, è meglio non farne di nulla perché lei mi dice che per morire sano dovrei vivere da malato soffrendo grandi privazioni per tutti i giorni della mia vita! Grazie lo stesso, nessun rancore, arrivederci e grazie». Lorenzo M.