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notizia ElbaReport – Da una memoria di Rita Rossi: «La memoria vola agli
anni della fanciullezza quando, seduta sullo scalino di bottega, vedevo passare
dei signori, che allora mi sembravano già anziani, in sella alle loro
biciclette e dotati di pala e pochi altri attrezzi, che si recavano ogni
mattina a ripulire i fossi da terra, erbacce, ingombri… Le strade, certo meno
percorse di adesso, erano pulite e sicure. La pioggia, anche quando cadeva
abbondante, scorreva nei fossi, nelle valli fino allo sbocco sul mare (...) Oggi
gli stradini non ci sono più, il loro lavoro certosino è stato sostituito dai macchinari,
ma non è la stessa cosa. Basta un'ora di pioggia per mandare in tilt il paese e
l'intera isola. Le cunette, ai bordi della strada, sono piene di erbacce,
foglie, terra e adesso anche di sassi fatti cadere dai cinghiali che scendono
dal bosco per concedersi delle belle passeggiate sulla “strada maestra”. Un'ora
di pioggia e tutto ciò che è nelle cunette finisce in strada, rendendo la
stessa “non percorribile” e soprattutto pericolosa, soprattutto per chi non
conosce la viabilità elbana (...)».
