21 settembre 2026

I GIOVANI DEMOCRATICI DELLA TOSCANA IN VISITA AL CARCERE DI PORTO AZZURRO: “Servono investimenti e una visione strategica per le case di reclusione insulari”

ilVicinato@ - Fonte notizia stampa locale - «I Giovani Democratici della Toscana sabato 19 settembre sono entrati nella Casa di Reclusione di Porto Azzurro, è stata la loro settima tappa della campagna "Dimenticat3". Sono stati accolti dalla direttrice Martina Carducci e dal commissario capo Luigi Bove, mostrando una grande disponibilità e un forte impegno nel portare avanti le attività dell'istituto. Poi, la delegazione è stata accompagnata durante il sopralluogo anche dalla garante dei detenuti Raimonda Lobina. Così dal lungo e dettagliato comunicato dei Giovani Democratici: “Abbiamo trovato una struttura che ospita circa 370 detenuti, distribuiti in tre reparti. Nei primi due, quelli con il maggior numero di persone detenute, abbiamo riscontrato le maggiori criticità dal punto di vista della sicurezza interna: la mancanza delle dotazioni di sicurezza richieste dalla struttura rischia di portare, di fatto, a una sostanziale fusione dei due reparti, con evidenti ripercussioni sulla tutela della sicurezza tanto della Polizia Penitenziaria quanto degli stessi detenuti. Negli stessi due reparti abbiamo riscontrato anche difficoltà legate alle docce, insufficienti nel numero e non tutte funzionanti (…) Abbiamo riscontrato criticità anche sul fronte del sostegno alle persone con dipendenze, legate soprattutto all'assenza di un SerT interno alla struttura: il servizio del SerT di Portoferraio è infatti presente solo due volte al mese, una presenza insufficiente rispetto alle necessità della popolazione carceraria (…) Infine, come il resto della popolazione elbana, anche la realtà carceraria risente della carenza di servizi che caratterizza l'isola. Una condizione che pesa in modo particolare sui familiari che si recano in visita ai detenuti, spesso costretti ad affrontare viaggi lunghi e complessi, penalizzati dalla scarsità dei collegamenti interni all'isola e di quelli verso la terraferma, la stessa carenza di trasporti che coinvolge quotidianamente tutti i cittadini elbani».