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- Fonte notizia stampa locale - «I Giovani
Democratici della Toscana sabato 19 settembre sono entrati nella Casa di
Reclusione di Porto Azzurro, è stata la loro settima tappa della campagna
"Dimenticat3". Sono stati accolti dalla direttrice Martina Carducci e
dal commissario capo Luigi Bove, mostrando una grande disponibilità e un forte
impegno nel portare avanti le attività dell'istituto. Poi, la delegazione è
stata accompagnata durante il sopralluogo anche dalla garante dei detenuti
Raimonda Lobina. Così dal lungo e dettagliato comunicato dei Giovani
Democratici: “Abbiamo trovato una struttura che ospita circa 370 detenuti,
distribuiti in tre reparti. Nei primi due, quelli con il maggior numero di
persone detenute, abbiamo riscontrato le maggiori criticità dal punto di vista
della sicurezza interna: la mancanza delle dotazioni di sicurezza richieste
dalla struttura rischia di portare, di fatto, a una sostanziale fusione dei due
reparti, con evidenti ripercussioni sulla tutela della sicurezza tanto della
Polizia Penitenziaria quanto degli stessi detenuti. Negli stessi due reparti
abbiamo riscontrato anche difficoltà legate alle docce, insufficienti nel
numero e non tutte funzionanti (…) Abbiamo riscontrato criticità anche sul
fronte del sostegno alle persone con dipendenze, legate soprattutto all'assenza
di un SerT interno alla struttura: il servizio del SerT di Portoferraio è
infatti presente solo due volte al mese, una presenza insufficiente rispetto
alle necessità della popolazione carceraria (…) Infine, come il resto della popolazione
elbana, anche la realtà carceraria risente della carenza di servizi che
caratterizza l'isola. Una condizione che pesa in modo particolare sui familiari
che si recano in visita ai detenuti, spesso costretti ad affrontare viaggi
lunghi e complessi, penalizzati dalla scarsità dei collegamenti interni
all'isola e di quelli verso la terraferma, la stessa carenza di trasporti che
coinvolge quotidianamente tutti i cittadini elbani».
