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- «Grazie all’open day promosso dagli archeologici dell’università e Siena, si
è ripreso a parlare della pieve di San Quirico, l’edificio di culto del
dodicesimo secolo che costituisce una traccia visibile del borgo medievale di
Grassera.Questo fu raso al suolo nel 1534 dal pirata Barbarossa, e i pochi
sopravvissuti si rifugiarono nel vicino paese di Rio, la Rio Elba di oggi. Su
di Gràssula, com’era chiamato all’epoca quel villaggio, si ha notizia grazie a
un atto notarile ascolto, e si ruppe al 1260. Sul paese di Grassera, sulla
vicina Torre del Giove e sulla chiesa di San Quirico, sono fiorite molte
leggende. Merita essere ricordata quella sulla pieve medievale e sul suo
cimitero. È da tenere presente che solo dopo l’Editto di Saint-cloud, emanato
nel 1804 da Napoleone, fu vietato seppellire i defunti all’interno delle
chiese, dei centri abitati, dei monasteri o degli ospedali. Si narra che nel
corso dei secoli, dopo l’abbandono del 1534, nessuno abbia coltivato il terreno
circostante i ruderi del vecchio edificio di culto. Finché agli inizi del
millenovecento, un intraprendente contadino, acquistò quell’area con l’intento
d’impiantarvi un vigneto e produrre del buon vino. Il giorno successivo alla
firma dell’atto notarile, l’uomo si presentò nella sua proprietà e iniziò ad
arare la terra, ma dopo poco il vomero urtò contro un grasso sasso e si ruppe.
L’indomani, ripresa l’aratura, l’asino inciampò su un masso di ematite e si
ruppe una zampa. L’aspirante vignaiolo, comunque, non si arrese e chiese in
prestito un asino a un suo cugino, e risolse il problema. Tuttavia trascorse
una nottata molto agitata, coronata da un sogno con fantasmi con monture
medievali che gli dicevano di farla finita, ma lui “riese duro”, proseguì nel
suo obbiettivo e piantò tutti i vitigni di ansonica che aveva stabilito. Una notte
si svegliò di soprassalto e sentì una voce dall’oltretomba che gli diceva: “Tu
non ci hai lasciato in pace e allora ti portiamo con noi”. La mattina dopo,
spaventato, raccontò quella visione al cugino che nel pomeriggio lo trovò
cadavere nel suo campo di San Quirico. A distanza di anni, testimoni oculari,
raccontarono che quella vigna non dette mai frutti. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
