15 ottobre 2026

GRASSERA, IL CIMITERO DELLA PIEVE DI SAN QUIRICO: “Tu non ci hai lasciati in pace e allora ti portiamo con noi”.

lomarchetti@ - «Grazie all’open day promosso dagli archeologici dell’università e Siena, si è ripreso a parlare della pieve di San Quirico, l’edificio di culto del dodicesimo secolo che costituisce una traccia visibile del borgo medievale di Grassera.Questo fu raso al suolo nel 1534 dal pirata Barbarossa, e i pochi sopravvissuti si rifugiarono nel vicino paese di Rio, la Rio Elba di oggi. Su di Gràssula, com’era chiamato all’epoca quel villaggio, si ha notizia grazie a un atto notarile ascolto, e si ruppe al 1260. Sul paese di Grassera, sulla vicina Torre del Giove e sulla chiesa di San Quirico, sono fiorite molte leggende. Merita essere ricordata quella sulla pieve medievale e sul suo cimitero. È da tenere presente che solo dopo l’Editto di Saint-cloud, emanato nel 1804 da Napoleone, fu vietato seppellire i defunti all’interno delle chiese, dei centri abitati, dei monasteri o degli ospedali. Si narra che nel corso dei secoli, dopo l’abbandono del 1534, nessuno abbia coltivato il terreno circostante i ruderi del vecchio edificio di culto. Finché agli inizi del millenovecento, un intraprendente contadino, acquistò quell’area con l’intento d’impiantarvi un vigneto e produrre del buon vino. Il giorno successivo alla firma dell’atto notarile, l’uomo si presentò nella sua proprietà e iniziò ad arare la terra, ma dopo poco il vomero urtò contro un grasso sasso e si ruppe. L’indomani, ripresa l’aratura, l’asino inciampò su un masso di ematite e si ruppe una zampa. L’aspirante vignaiolo, comunque, non si arrese e chiese in prestito un asino a un suo cugino, e risolse il problema. Tuttavia trascorse una nottata molto agitata, coronata da un sogno con fantasmi con monture medievali che gli dicevano di farla finita, ma lui “riese duro”, proseguì nel suo obbiettivo e piantò tutti i vitigni di ansonica che aveva stabilito. Una notte si svegliò di soprassalto e sentì una voce dall’oltretomba che gli diceva: “Tu non ci hai lasciato in pace e allora ti portiamo con noi”. La mattina dopo, spaventato, raccontò quella visione al cugino che nel pomeriggio lo trovò cadavere nel suo campo di San Quirico. A distanza di anni, testimoni oculari, raccontarono che quella vigna non dette mai frutti. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.