19 ottobre 2026

RISCHIO IDROGEOLOGICO, ANCORA DANNI ALL’ELBA PER POCHE ORE DI PIOGGIA: “Serve un unico piano comprensoriale”

ilVicinato@ - Fonte notizia da face book - «Non servono parole e buoni propositi per chi governa, servono progetti e fondi per finanziarli. Solo la settimana scorsa gli architetti Massimiliano Pardi e Valentina Tosi ci hanno fatto vedere come si può fare, a Portoferraio come nel resto dell’Isola d’Elba. Togliere asfalto e cemento, aumentare il verde, trasformare marciapiedi e aiuole in caditoie per l’acqua, costruire delle vasche di laminazione urbane da allagare quando serve. Al netto delle chiacchiere e delle polemiche di parte, è d’obbligo la verità. Il governo solo pochi mesi fa ha bocciato un emendamento dell’on Marco Simiani che chiedeva 15 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico all’Elba. L’unica che fa delle cose è la Regione. Gli unici finanziamenti arrivano da lì. Senza un progetto organico però risulta tutto vano. E qui entrano in ballo i comuni, perché se è vero che non hanno i soldi per fronteggiare da soli il dissesto idrogeologico, è anche vero che si sono, ci siamo, abituati a chiedere 100 per questo, 10 per quell’altro e 25 per un’altra cosa slegata dalle prime due. Così, tanto per dire che si è fatto qualcosa. Con in mano un progetto strutturale che possono fare solo loro, ne sono convinto, i fondi ci sarebbero eccome. In Europa, per le isole, in particolare per le isole minori, queste azioni si finanziano. Non farlo e limitarsi all’ordinaria amministrazione, salvo poi piangere quando l’acqua invade case e aziende, è inaccettabile. La vicinanza a chi ha subito danni è il minimo così come la gratitudine per chi interviene in mezzo all’acqua, spesso rischiando del suo». Simone De Rosas, Pd Elba