ilVicinato@
- Fonte notizia da face book - «Non
servono parole e buoni propositi per chi governa, servono progetti e fondi per
finanziarli. Solo la settimana scorsa gli architetti Massimiliano Pardi e
Valentina Tosi ci hanno fatto vedere come si può fare, a Portoferraio come nel
resto dell’Isola d’Elba. Togliere asfalto e cemento, aumentare il verde,
trasformare marciapiedi e aiuole in caditoie per l’acqua, costruire delle
vasche di laminazione urbane da allagare quando serve. Al netto delle
chiacchiere e delle polemiche di parte, è d’obbligo la verità. Il governo solo
pochi mesi fa ha bocciato un emendamento dell’on Marco Simiani che chiedeva 15
milioni di euro contro il dissesto idrogeologico all’Elba. L’unica che fa delle
cose è la Regione. Gli unici finanziamenti arrivano da lì. Senza un progetto
organico però risulta tutto vano. E qui entrano in ballo i comuni, perché se è
vero che non hanno i soldi per fronteggiare da soli il dissesto idrogeologico,
è anche vero che si sono, ci siamo, abituati a chiedere 100 per questo, 10 per
quell’altro e 25 per un’altra cosa slegata dalle prime due. Così, tanto per
dire che si è fatto qualcosa. Con in mano un progetto strutturale che possono
fare solo loro, ne sono convinto, i fondi ci sarebbero eccome. In Europa, per
le isole, in particolare per le isole minori, queste azioni si finanziano. Non
farlo e limitarsi all’ordinaria amministrazione, salvo poi piangere quando
l’acqua invade case e aziende, è inaccettabile. La vicinanza a chi ha subito
danni è il minimo così come la gratitudine per chi interviene in mezzo
all’acqua, spesso rischiando del suo». Simone De Rosas, Pd Elba
