comitato2.6@ - «Nel comune di Rio l’uso delle sale
comunali è vietato ai partiti politici tranne il periodo elettorale, così ha
stabilito il sindaco Corsini con un motu proprio (atto emanato di propria
iniziativa da un sovrano, sic!), mentre il consiglio comunale, nella seduta dello
scorso 15 giugno, ha respinto con 7 voti contrari su 12 la mozione presentata
dall’opposizione contro tale divieto. In definitiva i partiti non possono più
utilizzare né il Centro polivalente, né le altre sale comunali come quella del
Burò, degli Affreschi e il teatro Garibaldi. Questo divieto, tra l’altro, è
privo di ogni motivazione, tant’è che il Corsini, messo alle strette, anziché fare
marcia indietro, ha indicato una scappatoia, poiché non c’è: “Nessun problema
se lo chiede un comitato o un’associazione culturale”. A Rio gli spazi di libertà
e confronto democratico sono negati benché l’articolo 49 della Costituzione riconosca
a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti per
concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Il silenzio
del prefetto è ingiustificato!». Comitato
2.6
