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- Fonte notizia stampa locale – da una riflessione di Nunzio Marotti: «L'anniversario
della fine della Prima guerra mondiale è l'occasione per riflettere
sull'assurdità di ogni guerra e sulle cause che scatenano i conflitti armati.
Il 4 Novembre è difficile parlare di festa (…) Dire NO alla guerra oggi,
significa contrastare la cultura di guerra e di violenza, basata
sull'individuazione del nemico, di un qualsiasi capro espiatorio da caricare di
tutte le colpe e di tutti i mali (e delle nostre paure e percezioni). Dire NO
vuol dire prendere atto dei rischi di una catastrofe nucleare, conseguente alle
novità anche politiche di questi tempi, e agire facendo pressione sulle
istituzioni affinché adottino politiche di pace sotto l'egida delle Nazioni
Unite rafforzate dalla comune volontà. Dire NO alla violenza vuol dire
sostenere tutte le forme di dissenso alla guerra e di disobbedienza che, come
dimostrano gli storici, già nel 1915-18 maturavano nella popolazione civile e
negli eserciti. Affermazione del primato della coscienza e della sua capacità
di obiettare a leggi ritenute ingiuste».
