29 agosto 2011

UNA LEZIONE DAL PASSATO: nessuno scherniva l’avversario su quel problema che era di tutti e che tutti s’impegnavano a risolvere

marchetti.lorenzo@tiscali.it - Non sono un nostalgico della prima repubblica, devo riconoscere tuttavia come l’Isola d’Elba sia progredita grazie a una classe dirigente dove, ogni qualvolta si poneva un problema grave, neppure uno cercava quello che divideva bensì ciò che univa: l’interesse dell’Isola! I democristiani elbani si rivolgevano ai loro rappresentanti nazionali che erano al governo nazionale, e allo stesso modo si comportavano i comunisti che erano minoranza in parlamento, ma maggiorana nei livelli istituzionali intermedi. I socialisti agivano su tutti i fronti, visto che erano ovunque partecipi al governo. In quegli anni ciascuno, di fronte al “Caso Elba”, metteva da parte gli interessi e le posizioni partitiche, ovviamente non era tutto rose e fiori, però quegli uomini erano capaci d’individuare la fonte dell’errore. Avevano, in definitiva, l’obiettività di criticare serenamente e pacatamente chi sbagliava, ovunque fosse collocato, e così quegli uomini lavoravano alla soluzione del caso difficile mirando solo all’interesse dell’Elba e degli elbani. Nessuno scherniva l’avversario sull’argomento in questione, eppure le differenze, anche ideologiche, erano tante. Lorenzo Marchetti