COMUNITÀ MONTANA, UN’EVIDENTE CONTRADDIZIONE. ORA ATTIVARSI PER UN ENTE CUI AFFIDARE L’ESERCIZIO ASSOCIATO
gfratini@tiscali.it - Riportiamo le parti più significative del contributo di Giovanni Fratini poiché la nostra regola ci impone di attenerci a scritti sotto le 300 parole. Fratini è stato sindaco di Portoferraio e valente segretario comunale. «Non mi hanno affatto sorpreso le notizie giunte da Firenze sulla soppressione della Comunità montana (…) Non vedo come potrebbe diversamente decidere la Regione (...) non è però insensato richiedere, nel nostro caso, alla Regione Toscana la prosecuzione di una esperienza istituzionale a livello sovracomunale iniziata nei primi anni ’70 e, per l’Elba, ancor prima con l’Ente per la Valorizzazione dell’Elba, che inizialmente non aveva solo funzioni di promozione turistica. Rivendicare, in altre parole, il diritto dei comuni dell’arcipelago ad avere una loro identità istituzionale, a disporre di un ente cui affidare l’esercizio associato di funzioni di competenza comunale o delegate dalla regione e dallo stato e la programmazione di politiche ed interventi unitari nei servizi pubblici, nel sociale e nell’economia (…) Togliamo pure di mezzo la comunità montana, d’accordo, perché è una evidente contraddizione e la sua permanenza sarebbe in aperto contrasto con i criteri posti dalla legge finanziaria per considerare un comune montano, ma dobbiamo al tempo stesso individuare un altro organismo associativo. Ebbene l’art.29 del Testo unico delle disposizioni sugli enti locali consente ai comuni delle piccole isole di associarsi in Comunità isolane (Associazione di Comuni di una medesima isola) o Comunità di arcipelago (costituite dai Comuni di due o più isole), alle quali si applicano le stesse norme previste per gli Enti montani. (…) Ricordo d’altra parte che nella passata legislatura era stato presentato alla Camera dei deputati un disegno di legge a firma dell’On. Lumia, che conteneva specifiche disposizioni a favore delle piccole isole e riconosceva le Comunità isolane o di arcipelago come “poli di sviluppo sostenibile”. Dovremo sollecitare l’approvazione di quel disegno di legge, anche tramite l’Associazione nazionale dei Comuni delle isole minori, nella prossima legislatura. Sarà bene attivarsi senza perdere tempo» (...)